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Sara Tanini - Note

 
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beny
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MessaggioInviato: Sab Ott 08, 2011 4:05 pm    Oggetto: Sara Tanini - Note Rispondi citando

IL SEGNO ZODIACALE DI FIRENZE.
Salve amici, poiché alcuni di voi sono rimasti perplessi dell'attribuzione a
Firenze del segno zodiacale dell'Ariete, vi spiego brevemente da dove nasce.
La città subì devastazioni da parte dei Goti e dei Vandali, e
l'imperatore Carlo Magno decise di rifondarla seguendo scrupolosamente le
indicazioni degli astrologi, i quali indicarono come segno zodiacale "giusto"
quello dell'Ariete per iniziare la rifondazione. Questo segno fu scelto,
riferiscono le cronache, perché il sole vi si trova nella sua massima
esaltazione, mentre Mercurio e Marte godono di una posizione favorevole
rispetto al segno stesso, così da propiziare potenza e ricchezza.



http://www.facebook.com/note.php?note_id=201641866518075
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beny
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MessaggioInviato: Sab Ott 08, 2011 5:27 pm    Oggetto: Sara Tanini - Note Rispondi citando

CURIOSITA' SU FIRENZE
Salve amici, se passate da via Cavour potete notare al numero 146 rosso
l'ingresso dell'Antica Farmacia di San Marco, istituita dai frati domenicani
con l'appoggio di Cosimo il Vecchio, e che testimoniava l'alto livello
dell'attività farmaceutica nei monasteri fiorentini dove, all'interno dei
chiostri, venivano coltivate le varie piante medicinali. Tra le produzioni più
famose dell'Antica Farmacia ricordiamo l'alchermes (particolarmente
gradito a Lorenzo il Magnifico), l'acqua antisterica, il liquore domenicano,
la tisana all'elastina, l'elisir stomatico, lo sciroppo di pino silvestre,
l'acqua di rose.

A proposito dell'acqua di rose, inventata nel '700, i domenicani
affermavano: «Grazie alla particolarità delle singolari Rose di Bulgaria,
dalle quali è direttamente distillata, l'acqua di rose è miracolosa per
ritardare i tristi prodromi della vecchiaia: le rughe. Intiepidita a
bagnomaria ridà agli occhi stanchi brillantezza e vivacità».

La Farmacia a partire dal 1450 fu aperta al pubblico, e divenne nei secoli
punto di ritrovo per intellettuali ed artisti, fino alla chiusura avvenuta nel 1995.

E poiché vi trovate in zona...fate un salto in via La Pira, allo stupendo
Orto Botanico detto "Giardino dei Semplici", voluto da Cosimo I de'
Medici, che comprò il terreno dalle suore di San Domenico, abili
coltivatrici di piante medicinali.

L'Orto fu appunto denominato "Giardino dei Semplici" poiché nel
medioevo tali erbe venivano definite "medicamentum simplex".



http://www.facebook.com/note.php?note_id=204769739538621
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MessaggioInviato: Sab Ott 08, 2011 6:26 pm    Oggetto: Sara Tanini - Note Rispondi citando

CURIOSITÀ SU FIRENZE
pubblicata da Sara Tanini il giorno Martedì 1 marzo 2011 alle ore 14.56
Salve amici, anche la Firenze rinascimentale aveva il suo...Montmartre!
Dovete sapere infatti che molti artisti, probabilmente per la vicinanza alla
basilica della Santissima Annunziata (sede dell'Accademia delle Arti del
Disegno), abitavano e lavoravano nella zona di Borgo Pinti. Per esempio,
all'angolo con via Laura viveva Il Perugino, in via Giusti abitava Andrea
Del Sarto, al numero 23 di via della Colonna aveva casa Pontormo, in via
della Pergola numero 59 risiedeva Benvenuto Cellini, e sempre in zona
era stato assegnato uno spazio a Michelangelo per scolpire gli Apostoli
della cattedrale.

Inoltre, proprio in Borgo Pinti il Giambologna acquistò dall'Ospedale degli
Innocenti una casa presso Palazzo Quarantesi (numeri civici 24 e 26), e
quando egli morì casa e laboratorio vennero comprati dal Granduca
Cosimo II, perché ne usufruissero vari artisti (la tradizione fu mantenuta
sino alla fine del '700). A memoria del Giambologna sull'ingresso del
palazzo potete vedere un busto di Ferdinando I opera dello stesso
Giambologna, e sulla finestra soprastante lo stemma dell'artista: tre
fasce orizzontali con una croce, un leone rampante, e tre "palle"
concessogli dal Granduca per i suoi meriti artistici. Tutt'oggi il laboratorio
del Giambologna ospita lo studio di un artista, il pittore Gianfranco Mello.



http://www.facebook.com/note.php?note_id=206341749381420


Ultima modifica di beny il Mar Gen 22, 2013 12:05 pm, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Gio Gen 05, 2012 10:50 pm    Oggetto: Sara Tanini - Note Rispondi citando

CURIOSITA' SU FIRENZE
pubblicata da Sara Tanini il giorno lunedì 7 marzo 2011 alle ore 1.53

Salve amici, parliamo ancora delle zone abitate dai grandi artisti che vissero a Firenze. Molti di loro avevano casa in via dei Servi, prescelta per la sua vicinanza al Duomo: fra gli altri, Benedetto da Maiano, Jacopo da Empoli, Filippino Lippi e al numero civico 17 (oggi sede della Corte dei Conti) Masaccio, ricordato da una targa. A proposito di Lippi egli morì proprio nel suo laboratorio, mentre stava dipingendo, e durante il suo funerale tutte le botteghe della zona furono chiuse in segno di rispetto. La memoria di Lippi è affidata a una targa sulla facciata della chiesa di San Michele Visdomini (nell'omonima piazza), il cui epitaffio venne scritto da Vasari: "Morto è il disegno or che Filippo parte / da noi. Stracciati il crin, flora, piangi Arno, / non lavorar, pittura: tu fai indarno, / che stil hai perso, e l'envenzione e l'arte".
L'occhio di Masaccio


http://www.facebook.com/note.php?note_id=207779539237641


Ultima modifica di beny il Gio Gen 05, 2012 11:00 pm, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Gio Gen 05, 2012 10:56 pm    Oggetto: Sara Tanini - Note Rispondi citando

CURIOSITA' SU FIRENZE
pubblicata da Sara Tanini il giorno sabato 12 marzo 2011 alle ore 0.23
Salve amici, certo conoscete lo splendido Corridoio Vasariano che collega Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti "scavalcando" il Ponte Vecchio. L'idea del Corridoio (lungo un chilometro, terminato nel 1565, dopo lavori "a tempo di record" che durarono appena sei mesi) fu di Cosimo I de' Medici, in occasione delle nozze del suo primogenito Francesco con la principessa Giovanna d'Austria, che col marito sarebbe vissuta in Palazzo Vecchio. Al posto deille botteghe dei beccai e dei macellai che si trovavano sul Ponte Vecchio Cosimo fece costruire botteghe di orafi, sicuramente più adatte ad "incorniciare" un simile splendore. Nel '44 il Corridoio corse il tremendo rischio di saltare in aria assieme al Ponte Vecchio ad opera dell'esercito tedesco in ritirata , ma fortunatamente dato il loro incommensurabile valore storico furono risparmiati, e proprio il Corridoio permise di mantenere i collegamenti con i partigiani che combattevano per le strade e gli Alleati che già si trovavano a Porta Romana.
http://www.facebook.com/note.php?note_id=209176635764598
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MessaggioInviato: Gio Gen 05, 2012 10:59 pm    Oggetto: Sara Tanini - Note Rispondi citando

CURIOSITA' SU FIRENZE
pubblicata da Sara Tanini il giorno venerdì 18 marzo 2011 alle ore 23.30
Salve amici, da mesi ormai parliamo di Firenze, ma la "curiosità" forse più importante non l'abbiamo ancora svelata: come nasce il nome "Firenze"? Non esiste certezza, ma poiché la città venne fondata nel 59 a.C. dai romani, soliti attribuire alle proprie colonie nomi beneaguranti (come "Piacenzia" per Piacenza e "Potentia" per Potenza), si pensa che "Florentia" significasse "città che fiorisce" o che "deve fiorire". Firenze inoltre fu fondata durante la primavera, in occasione delle feste dette "Floralia" (in onore della dea Flora, che si svolgevano tra il 28 aprile e il 3 maggio), e le antiche cronache nel descrivere la sua bellezza di città circondata dai colli fioriti affermano: "E quindi gli abitanti per memoria, poiché era posta in un prato di fiori, le dettero il nome bello onde si gloria"

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MessaggioInviato: Gio Gen 05, 2012 11:03 pm    Oggetto: Sara Tanini - Note Rispondi citando

CURIOSITA' SU FIRENZE.
pubblicata da Sara Tanini il giorno sabato 26 marzo 2011 alle ore 0.00
Salve amici, passando dalla piazzetta di San Martino (angolo via Dante Alighieri) potete vedere la bella Torre della Castagna, costruita nel secolo XI e concessa dal 1282 ai Priori della Repubblica. Quando i Priori si riunivano nella Torre vi restavano chiusi anche per un paio di mesi, per sottrarsi alle pressioni dei potenti che cercavano di influenzarne le decisioni: per questo si diceva che i Priori si chiudevano in conclave ("cum clave", cioè sotto chiave), finché la decisione non veniva raggiunta. Il nome Torre della Castagna deriva dal fatto che i Priori votavano mettendo o non mettendo in un sacchetto delle castagne, e confrontandone poi il numero con quello dei votanti. E proprio da questa pratica deriva il termine "ballottaggio", poiché in vernacolo fiorentino le castagne vengono chiamate appunto..."ballotte"!
http://www.facebook.com/note.php?note_id=213153002033628
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MessaggioInviato: Lun Apr 09, 2012 5:07 pm    Oggetto: Sara Tanini - Note Rispondi citando

CURIOSITA' SU FIRENZE
pubblicata da Sara Tanini il giorno giovedì 31 marzo 2011 alle ore 8.36
Salve amici, la prosperità di Firenze nel campo del commercio incrementò fino dal Medioevo l'attività dei falsari: come contromisura fu istituita un'attività di verifica che aveva sede nel cosiddetto Palazzo del Saggio (da "exagium", controllo)situato in Piazza del Mercato Nuovo (angolo via di Val Lamona). Qui l'Arte dei Cambiatori controllava pesi, misure e la stessa merce per verificarne autenticità e qualità: le pene per i truffatori erano talmente elevate da causare spesso il fallimento del mercante disonesto, ed i falsari di danaro potevano essere anche condannati al rogo. Da tenere conto che la moneta di Firenze, il Fiorino d'oro (coniata nel 1252), era diventata valuta di riferimento per tutto l'occidente: si trattava di un conio da 24 carati d'ro con su un lato inciso il Giglio e sull'altro la faccia di San Giovanni Battista, e per proteggerla dalle falsificazioni fu istituito nel 1316 un catalogo ufficiale, detto "Il Fiorinaio", in cui si conservava un esemplare per ogni coniatura, col marchio del Maestro di Zecca e la registrazione del nome dell'incisore. La moneta di Firenze aveva un pregio talmente elevato che nel 1322 il Papato di Avignone coniò una moneta identica, ma Firenze reagì con una protesta talmente forte da spingere il Papa a scomunicare la città: tuttavia i fiorentini ignorarono la scomunica e continuarono a proteggere la loro preziosa moneta.



http://www.facebook.com/note.php?note_id=214803231868605
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MessaggioInviato: Lun Apr 09, 2012 7:51 pm    Oggetto: Sara Tanini - Note Rispondi citando

CURIOSITA' SU FIRENZE
pubblicata da Sara Tanini il giorno domenica 17 aprile 2011 alle ore 13.50
Salve amici, oggi parliamo di...escort nella Firenze del '400. In piazza dei Tre Re (vicino a via Calzaiuoli) aveva sede la Magistratura dell'Onestà, preposta a regolamentare l'attività della prostituzione: composta da 8 cittadini estratti a sorte (due per quartiere) rilasciava un apposito " bullettino" per esercitare la suddetta professione. Le prostitute dovevano osservare determinate regole: per esempio erano soggette al fermo e ad una multa se uscivano di casa con la testa scoperta e senza un "sonaglio atto a suonare sulla cima del capo", in pratica la stessa disposizione che dovevano osservare i lebbrosi. Inoltre dovevano portare i guanti, non calzare le "pianelle" (scarpe eleganti in uso fra le dame "perbene"), non avvicinarsi a meno di 200 braccia dalle chiese e a meno di 50 dalle strade che conducevano alle porte della città (le pene erano molto severe: fustigazioni o marchiature a fuoco). Erano predisposti luoghi pubblici e strade dove le prostitute erano obbligate a vivere e lavorare, dei veri e propri bordelli-ghetto, tollerati in quanto considerati necessari per lo sfogo sessuale dei soldati di ventura e dei mercanti stranieri, e pure per distogliere gli uomini dal crescente fenomeno dell'omosessualità e della pedofilia. La Magistratura dell'Onestà stabiliva anche le tariffe per le varie prestazioni e l'entità delle tasse da pagare, in base al "livello" delle prostitute e al luogo dove esercitavano il loro mestiere: nelle case (prostitute "di partito"), agli angoli delle strade (prostitute "cantoniere"), oppure nei salotti-bene ("cortigiane").


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MessaggioInviato: Mar Ott 09, 2012 10:44 am    Oggetto: Sara Tanini - Note Rispondi citando

CURIOSITÀ SU FIRENZE. (Il carcere delle Murate)
pubblicata da Sara Tanini il giorno Domenica 3 luglio 2011 alle ore 23.43
Salve amici, dopo un periodo di silenzio riprendiamo il nostro viaggio nella Firenze antica con la storia dell'ex carcere delle Murate, situato tra via Ghibellina e via dell'Agnolo. Intorno al 1390 quella zona era di aperta campagna, e lì vicino sorgeva il ponte Rubaconte (adesso scomparso) caratterizzato da una fila di casupole sorrette dai pilastri, in parte abitate da alcune suore devote alla Madonna delle Grazie che il popolo ribattezzò "Le Murate", poi trasferite verso il 1424 in un piccolo convento nell'attuale via Ghibellina. Le suore arrotondavano le loro entrate con il lavoro di esperte ricamatrici, e grazie alle donazioni dei fedeli (fra i quali Caterina de' Medici) la struttura che le accoglieva divenne sempre più grande, fino a quando nel 1808 fu soppressa dal governo francese e successivamente adibita a caserma e fabbrica di fuochi d'artificio. Nel 1832 il complesso divenne una Casa di Correzione Maschile, ufficialmente denominata Stabilimento Penitenziario di Firenze nel 1848: nei vari bracci vi erano 7 sezioni, ed ogni braccio aveva 3 piani, con celle molto anguste ed infestate dalle cimici in cui coabitavano vari detenuti. Ben presto gli ospiti del penitenziario elaborarono un loro linguaggio in codice: "Andare alla busca" (cioè rubare), "Essere preso su i' foco" (cioè essere colto in flagrante), "Bischero per una frullina" (cioè arrestato per il furto di una bicicletta). Nel 1983 il Penitenziario fu spostato nell'attuale Sollicciano, e dopo anni di abbandono l'antico complesso delle Murate fu ristrutturato ed al suo interno trovano posto appartamenti, parcheggi ed anche un piccolo ristorante.



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MessaggioInviato: Mar Ott 09, 2012 10:56 am    Oggetto: Sara Tanini - Note Rispondi citando

CURIOSITÀ SU FIRENZE (la ruota degli Innocenti)
[I]pubblicata da Sara Tanini il giorno Martedì 5 luglio 2011 alle ore 10.13 [B]
Salve amici, passando davanti al magnifico portico rinascimentale (disegnato dal Brunelleschi ed ornato da putti di Andrea Della Robbia) dello Spedale (Ospedale) degli Innocenti noterete una finestrella protetta da sbarre: dietro essa era situata una ruota girevole di legno, con accanto una campanella appesa ad un cordone. Il tutto a garanzia dell'anonimato delle madri che non potendo o non volendo tenere il proprio figlio decidevano di abbandonarlo al sicuro nelle mani delle suore dello Spedale: ogni bimbo abbandonato, detto "gettatello" oppure "innocente", aveva con sé un piccolo oggetto di riconoscimento che, conservato dalle suore, poteva in futuro servire per il ricongiungimento con la madre. Questi oggettini sono visibili nel museo dello Spedale, e purtroppo erano pochi i bimbi che le madri tornavano a prendere, ma comunque l'iniziativa di carità garantiva loro la sopravvivenza in condizioni decorose.Sulla lapide sotto la finestrella potete leggere la frase "Questa fu, per quattro secoli, fino al 1875, la ruota degli innocenti, segreto rifugio di miserie e di colpe alle quali perpetua soccorre quella carità che non serra le porte".



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