roller
  Comune d Europa Comunità Virtuale Fondana Gemellata con Dachau  
Webmaster for Phpnuke 7.9 Copyright © 2014 by info@lacittadifondi.it.
Thema News_laCdF_1024-Copyright © 2014 by www.lacittadifondi.it.
Donate
english german french spanish brazilian russian japanese

ricerca-avvanzata
beny
  Registrati Index4  ·  Home  ·  Account  ·  Forum  ·  Video Chat  ·  Gallery  ·  All_News  ·  Invia News    
beny
Al momento non ci sono contenuti in questo blocco.

Menù
 Home
 Home
 Home II
 S. Angelo del Pesclo
 Mondo aurunco
 Egitto
 Meteo
 Meteo foreca
 News
 Archivio news
 Invia articolo
 Info
 Contattaci
 Segnalaci
 Telefoni utili
 Cerca
 Web link
 Pittori Poeti
 Dove Siamo
 Forum
 Vario eventuale
 Italiani nel mondo
 Comunità
 Il tuo account
 Registrati
 Lista utenti
 Contenuti
 Servizi al cittadino
 Arte storia e cultura
 Ricezione turistica
 Extra Index
 Home II
 Altro index4
 Index Todos
 Statistiche
 Top
 Sondaggi
 Statistiche
 Video TV
 Rai TV & TG1
 Sport Interviste
 Virtual girls
 Nuke Tube
 Gallery
 Gallery
 Più viste
 Relax
 Sudoku2
 Sudoku risolve
 Espande
 Dove siamo

Arte, storia e cultura
· Centro di Mediazione Familiare
· Indirizzi e numeri telefonici
· Ospitalità
· Sant'Onorato
· Cenni storici
· Cittadini illustri
· Castello Baronale
· Palazzo Baronale
· Chiese e santuari
· Quartiere Ebraico
· Castrum romano
· Terme romane
· Tempio di Iside
· Museo civico
· Cenni geografici
· Economia e lavoro
· Giudea di G. Carnevale
· Fondi di G. Carnevale
· Oratorio di S. Filippo Neri

Forum Ultimi 15 Post

 Lentamente muore - poesia di Martha Medeiros
 Noialtre donne di Gabriele Prignano
 Donne del Sud di Albino Cece
 Fondi campane di Santa Maria
 Giulia Gonzaga - premessa di Fernando Seconnino
 Lo Scisma d'Occidente
 le filatrici di Fondi
 Sant'Angelo del Pesclo
 Andersen a Fondi
 Sughi e Ragù - La cucina fondana nei ricordi
 Secondi piatti - La cucina fondana nei ricordi
 Primi piatti - La cucina fondana nei ricordi
 Premessa - La cucina fondana nei ricordi
 Pizze e focacce - La cucina fondana nei ricordi
 Piatti Unici - La cucina fondana nei ricordi

MSA User Info
Benvenuto, Ospite
Nickname

Password

(Registrare)

Iscrizione:
più tardi: EverettSwe
News di oggi: 0
News di ieri: 0
Complessivo: 4035

Persone Online:
Visitatori: 45
Iscritti: 0
Totale: 45

Pagine Visitate rid
Abbiamo avuto
pagine viste dal
Gennaio 2010

Pagine visitate
· Visitate oggi 718
· Visitate ieri 1,617

Media pagine visitate
· Oraria 108
· Giornaliera 2,581
· Mensile 78,519
· Annuale 942,226

Random Pictures Single


traduttore google
Al momento c'è un problema con questo blocco.

La Città di Fondi :: Leggi il Topic - Giuseppe Incalicchio - poeta scrittore
 FAQFAQ   CercaCerca   Gruppi utentiGruppi utenti   ProfiloProfilo   Messaggi PrivatiMessaggi Privati   LoginLogin 

Giuseppe Incalicchio - poeta scrittore

 
Questo forum è chiuso. Non puoi inserire, rispondere o modificare i Topics   Topic chiuso    Indice del forum -> Giuseppe Incalicchio
Precedente :: Successivo  
Autore Messaggio
beny
Site Admin
Site Admin



Registrato: Dec 25, 2006
Messaggi: 1536

MessaggioInviato: Sab Set 30, 2017 5:03 pm    Oggetto: Giuseppe Incalicchio - poeta scrittore Rispondi citando

Giuseppe Incalicchio - poeta scrittore
Biografia di M. Di Biasio


Cerimonia d'intitolazione Piazza a Giuseppe Incalicchio
Da un vecchio comunicato stampa del Comune di Fondi

Mercoledì 4 maggio prossimo alle ore 11,15 - comunicano il Sindaco Luigi Parisella e l'assessore alla Cultura prof. Egidio Turchetta - avrà luogo la cerimonia d'intitolazione di una piazza al poeta fondano Giuseppe Incalicchio.
Trattasi dell' area delimitata dall'intersezione di Via Urbano Rattazzi con Via Giovanni Giolitti. Saranno presenti oltre al Sindaco e all'assessore alla Cultura, gli altri amministratori e consiglieri comunali, una rappresentanza del Liceo sociale dell'istituto "S. Francesco, due classi della scuola media "Don Lorenzo Milani", che hanno approfondito aspetti della poesia di G. Incalicchio. Un'altra presenza significativa è data dalla dott.ssa Fulvia di Sarrra, che per tanti lustri ha diretto il servizio di medicina scolastica nelle scuole elementari di Fondi e molto apprezzata per le sue doti di versatile narratrice degli aspetti e dei costumi inerenti la Vita civile e sociale della realtà fondana. Per l'occasione, il figlio del poeta fondano, Mario Incalicchio, anch'egli emigrante in terra d'America, sarà presente alla cerimonia d'intitolazione.
Giuseppe Incalicchio nacque a Fondi il 25 febbraio 1889 da Vincenzo Incalicchio e Filomena Mattei. All'età di cinque anni mori il padre ed egli rimase affidato alle cure della nonna paterna e della madre.
Appena dodicenne prese in mano le redini della famiglia e costretto ad abbandonare la scuola, non trascurando, però, l'amore per il sapere, e con i libri che gli riusciva di comprare sulle bancarelle cominciò a farsi una cultura. Privilegiate erano le sue letture di Pellico, Manzoni, Leopardi, Carducci.
A 21 anni emigrò in America, dove resterà per tutta la vita. Ma il richiamo natio non lo abbandonerà mai. Dedicò gran parte della propria produzione poetica alle contrade che lo videro giovanetto; si può senz'altro definire il "cantatore di Fondi", come testimoniano i suoi 4 volumi di versi.
Anche il tema della morte e del dolore, che il poeta fondano ha vissuto sulla propria pelle, con la dipartita di due suoi figli, echeggia in alcune delle sue produzioni poetiche: proprio nel suo lavoro "Ghirlande", prevale maggiormente l'aspetto che più l'ha toccato in maniera dolorosa. Muore il 12 febbraio 1971 a New York, tra la citata sofferenza e la nostalgia per "Gli uliveti folti e verdeggianti... . ed il gran pianto tenero e divino degli aranceti lussureggianti, I'azzurro cielo della patria mia, fonte perenne d'alta poesia .
L'intitolaziøne a Giuseppe Incalicchio della suindicata Piazza - dichiara l'Assessore alla Cultura prof. Egidio Turchetta - costituisce un "dovere" da parte di una comunità che ha avuto l'onore di annoverare fra i suoi natali persone dello spessore umano e poetico come Incalicchio.
Egli, che insieme a molti altri poeti "minori", è stato l'espressione artistica di un fervido substrato sociale e popolare di cui la nostra Città può vantare merito e fierezza, va ricordato, a circa 24 anni dalla sua morte, con l'intento di non relegare nell'oblio il suo messaggio poetico, frutto dei nostalgici ricordi della sua terra, delle dolorose vicende familiari.
La consapevolezza che anima l'amministrazione comunale - dichiarano il Sindaco Luigi Parisella e l'assessore alla Cultura prof. Egidio Turchetta - è mirata ad esaltare e a mantenere viva nel tessuto sociale e culturale della comunità fondana, un patrimonio inestimabile di insegnamento di vita, espressosi attraverso l'atte letteraria e poetica di tanti nostri stimati concittadini.









Ultima modifica di beny il Sab Set 30, 2017 8:48 pm, modificato 2 volte in totale
Torna in cima
Profilo
beny
Site Admin
Site Admin



Registrato: Dec 25, 2006
Messaggi: 1536

MessaggioInviato: Sab Set 30, 2017 5:10 pm    Oggetto: Percorso critico di Stefano di Pietro Rispondi citando

Percorso critico di Stefano di Pietro - Giuseppe Incalicchio

Giuseppe Incalicchio nasce a Fondi il 25 febbraio 1889 da Vincenzo Incalicchio e Filomena Mattei. Una infanzia difficile quella del poeta, segnata subito dalla prematura morte del padre, una morte che da inizio ad un periodo difficile per tutta la famiglia, rimasta senza guida, e che ritorna spesso nelle sue liriche: “senza di te, sperduti nella via / come vaganti fringuelletti andammo; /di qui, di là d’intorno ci portammo, senza una meta, per la sorte ria.”. Il poeta si da forza e appena dodicenne prende in mano le redini della famiglia aiutando la madre nella direzione degli affari. Purtroppo le difficoltà lo costrinsero ad abbandonare la scuola ma non certo il desiderio di conoscere che poté appagare grazie alle letture personali di Pellico, Manzoni, Leopardi, Carducci e, grazie agli incontri con giovani istruiti. Quindi la sua adolescenza è segnata e divisa dal duro lavoro nei campi e dal desiderio di accrescere la sua voglia di sapere, la sua cultura. Per questo cerca di perfezionarsi recandosi nella vecchia pretura per ascoltare le arringhe degli avvocati, nella chiesa di Santa Maria che spesso accoglieva missionari conoscitori del mondo o in piazza durante il periodo elettorale per udire i discorsi dei candidati al parlamento in modo da migliorare la sua preparazione personale. E’ il poeta stesso a ricordarlo nei suoi versi: “per cui sì dolce e assai gradito m’era / udir nel tempio e di seguire in piazza / dei padri l’omelie e le concioni”. Incallicchio, lontano dalla scuola, arriverà quindi a compiere uno studio completo grazie alla sua fermezza, alla sistematicità delle sue letture, arriverà ad una autoformazione che riassume in sè tutte le vicende umane. A vent’anni, Incalicchio, decide di emigrare in America e di quel viaggio così lontano ce ne ha lasciato ancora una volta testimonianza: “le delusioni e le diversità di tutte le cose non conosciute, come la lingua, i costumi, il modo di pensare e d’agire tutto mi fece considerare la possibilità di tornarmene indietro, non meno di Dante quando, nella selva oscura in cui s’era smarrito dice: ond’io fui per ritornar più volte volto. Ma poi pian piano dovetti assuefarmi, come tanti altri prima di me, sia al clima diverso dal nostro, sia alla freddezza e alla prepotenza della gente di altra nazionalità emigrata in America prima di noi e di noi gelosi senza una plausibile ragione. “Sono questi gli anni in cui matura una personale riflessione sulla poesia legata ai dettami del classicismo in un tempo in cui ormai il rigido schematismo e la rima erano stati accantonati, Il primo poemetto edito fu “Monte Arcano” pubblicato da Rodolfo Pucelli e dal Prof. di storia romana Pietro Fedele. Dopo tanti problemi, arrivano quindi i primi riconoscimenti ed arriva anche il momento in cui il giovane poeta, divenuto uomo, prende moglie. Ma il futuro sarà costellato da altri drammi: la seconda guerra mondiale e la perdita nel tempo di due dei suoi figli: “come la punta aguzza d’un pugnale / che la carne ti strazia e ti tormenta". Per la sua poesia, quindi, Incalicchio, fa riferimento agli autori dell’800, è impegnato in modo estenuante nella ricerca dello schematismo, della metrica, della rima anche se ormai in Italia, la rima ed il verso classico, erano stati abbandonati per dar spazio alla libertà della forma. Una poesia altamente umana quella di Incallicchio, una poesia che spesso fa riferimento alla sua lontana patria che troppo presto aveva dovuto lasciare in cerca di fortuna, in cerca di una affermazione personale. I suoi versi sono colmi di aggettivi, di parole ridondanti. Incallicchio sembra essere l’ultimo dei poeti classici, il custode di quei versi. E nella sua poesia non possono mancare accenni alla morte, nelle sue varie sfumature, che in modo tragico gli aveva strappato i suoi affetti più cari. Necessariamente occorre far riferimento a due silloge “Liriche fondane” e “Alla Patria Lontana” dove il poeta affronta un’altro dei suoi temi più cari, la lontananza dal luogo natìo, il distacco: “io non potrò scordar le amene valli / che posano d’accanto agli alti monti, / mai le colline apriche e gli orizzonti / nitidi, e che sembrano cristalli”. I grattacieli non potranno mai sostituirsi agli “Uliveti folti e verdeggianti / dove amoreggia e canta il cardellino, / ed il gran manto tenero e divino degli aranceti....lussureggianti”. E ritorna nei suoi versi la nostalgia “Oh potessi anch’io vedere / l’azzurro cielo della patria mia, / fonte perenne d’alta poesia... / potessi il dolce clima rigodere / ”.
Proprio per questa nostalgia, per il “nostos”, il poeta potrebbe essere paragonato al grande scrittore greco Meleagro. Incalicchio ricorre alla poesia come per stemperare le sue angosce, per rievocare il suo mondo, per fissare nel tempo l’eternità.
Altre pubblicazioni accompagnano la vita di Incalicchio: “Poesie”, “Sussurri d’Oltremare” ”All’ombra dei Grattacieli” e “Ghirlande”. Proprio in Ghirlande prevale forse l’aspetto che più ha toccato la sua vita: la morte dei suoi cari figli.
In queste liriche non c’è spazio per la felicità, nè per la gioia ma solo il dolore, un dolore immenso che sola la morte di un figlio può provocare:
Eri la nostra gioia, / l’orgoglio di tua madre e mio… / Darti vorrei la vita. / Come Cristo, risorgere vorrei / vederti, nuovamente al sole… / ed ancora ”Più non udrò la tua voce cantare / con l’armonioso tono di fanciullo, / la rondine è tornata a cinguettare, / il sole s’è oscurato. Han rapito / il fiore profumato del giardino… /
E così con la morte nel cuore nel 1971, quando ormai aveva 82 anni, Giuseppe Incalicchio forse ha compiuto il viaggio più desiderato ricongiungendosi con i suoi amatissimi figli.
Torna in cima
Profilo
beny
Site Admin
Site Admin



Registrato: Dec 25, 2006
Messaggi: 1536

MessaggioInviato: Sab Set 30, 2017 5:40 pm    Oggetto: Alba sul lago di Giuseppe Incalicchio Rispondi citando

Alba sul lago

Alba sul lago. Già chiareggia il giorno
ed un leggero velo si diffonde
su l'acqua che in quell'or par si riposi
nel silenzio profondo che d'intorno
domina il paesaggio sonnolento.
Fra l'una e l'altra riva sembra il lago
d'argento un lungo nastro, e da lontano
il chiarore del cielo si riflette
sulla distesa d'acqua trasparente.
Quale visione, quale apparizione
dilettevol, qual lieve sfumatura
di colori su ciò che lo circonda!
Sembra vedere un angolo sognato
nel vivo mondo della fantasia,
nella serenità che il sogno abbella.
Pur ne l'estremo ormai le prime voci
umane s'odon. Sono i pescatori
che pria de l'alba lasciano le case
per ritrovarsi pronti pel lavoro...
I vigili custodi sono all'erta
per cominciar la pesca mattutina.
Ma di rosa già tinge il sol nascente
una parte del ciel in lontananza,
e l'uomo resta attonito a mirare
la pittoresca scena che presenta
il lago, quadro il più diletto e vago
nel più quieto sito dell'Italia...
Non l'alito del vento sfiora l'orlo
della nitide ed ampia superficie,
e qualche uccello vola solitario
dalla torre vicina ad un alto pino:
o malioso, e tu placido lago,
scopriranno un dì la tua bellezza
i pittori novelli, e il tuo mistero,
altri poeti un dì canteranno.
In te si specchia il sole, e nella notte,
più candita si specchia in te la luna.
Torna in cima
Profilo
beny
Site Admin
Site Admin



Registrato: Dec 25, 2006
Messaggi: 1536

MessaggioInviato: Sab Set 30, 2017 5:42 pm    Oggetto: Anniversario di Giuseppe Incalicchio Rispondi citando

Anniversario

Oggi fa l'anno che cadesti come
un fiore franto dalla fredda brina:
Un anno ora si compie che il tuo nome
non suona più tra noi, voce divina!

S'addensan di ricordi amare some
nella mia mente, ed ho nel cor la spina:
Sento al pensarci le mie forze dome,
sento che la salute mia rovina!

Un anno dal crudel, tristo momento
che tu spirasti al ciel volgendo il viso,
sicché lo schianto del dolor più sento.

Un anno, o figlio, che chiudesti al sole
le tue serene luci, il bel sorriso,
i sogni alati, il core e le parole!


Ultima modifica di beny il Sab Set 30, 2017 9:07 pm, modificato 1 volta in totale
Torna in cima
Profilo
beny
Site Admin
Site Admin



Registrato: Dec 25, 2006
Messaggi: 1536

MessaggioInviato: Sab Set 30, 2017 5:48 pm    Oggetto: Io sono venuto di Giuseppe Incalicchio Rispondi citando

Io sono venuto
per la compagna perduta

Io sono venuto nella casa dove
Ti vidi e ti conobbi, son tant'anni:
Sono arrivato carico d'affanni
A darti dell'affetto mio le prove.
Dove ti vidi e lieto ti sorrisi
Io sono tornato, ma dolente e mesto,
E quì lo strazio mio ti manifesto
Or che del tronco i rami sono recisi...
Invan tra quelle tra quelle stanze t'ho cercata,
In questa casa invano sono venuto
Per darti come un tempo il mio saluto,
Perché qui dentro, ahimè, non t'ho trovata,
pur m'è parso di vederti ancora
affaccendata e lesta, e se la mente
col dolce inganno ti facea presente,
Ciò non è vero e tanto m'addolora.
Non t'ho trovato, oh no, mia dolce sposa,
E quelle mute stanze sono apparse
Gelide e vuote, tue cose scomparse
Con te, bell'anima amorosa!
Dentro quel tempio ove nacquero i figli
Più non ci sei, e ciò che mi tormenta,
Contro il destino l'ira non s'allenta
Or che provo del dolor gli artigli.
E tu giaci lontano dal bel suolo
Che nascere ti vide; oh che tortura!
Sicché incessante la mia pena dura
E persiste più vivo e grave il duolo.
Torna in cima
Profilo
beny
Site Admin
Site Admin



Registrato: Dec 25, 2006
Messaggi: 1536

MessaggioInviato: Sab Set 30, 2017 5:50 pm    Oggetto: Rivedo di Giuseppe Incalicchio Rispondi citando

Rivedo

Rivedo I vecchi amici, I miei compagni
D'infanzia, curvi ormai sotto il peso
Degli anni, e stento un poco a riconoscerli,
Un nuovo volto, una fisionomia
Ben diverse riscontro e questo è il segno
Dell'età del travaglio e del dolore,
Li sapevo ben giovani robusti
Pien di volontà, di forza arditi
Di vivere e amare desiderosi,
Ed or son lenti e carichi d'acciacchi.
Chi li ridusse in quello stato bramo?
Gli anni cui pria fan crescere giocondi
Di speranze , di sogni e d'ambizioni,
E poi man mano riducono l'uomo
A lo sfacel, togliendogli il vigore
L'aspetto fiorito di una volta....
Rivedo i compagni non più sani,
E mi sovvien che non sono anch'io,
Quello d'un giorno. Non agile più,
E grave alquanto vado come loro,
Carico d'anni, d'illusioni e pene.
Tutto livella il tempo inesorabile,
E perde la baldanza ognun di noi;
Come la quercia annosa, così l'uomo.
Ma non dobbiamo perdere la fede
E la serenità che infonde in seno
La grandezza del cielo e delle cose
Con la fulgida luce di quel sole
Che beneficia piante ed animali
E dona al cuore una fortezza nuova.
Torna in cima
Profilo
beny
Site Admin
Site Admin



Registrato: Dec 25, 2006
Messaggi: 1536

MessaggioInviato: Sab Set 30, 2017 5:53 pm    Oggetto: Rondini di Giuseppe Incalicchio Rispondi citando

Rondini

Sfrecciano libere le rondini
Dai tetti all'aria aperta
Nei limpidi mattini di Giugno,
Le rondini ch'io rivedo
Dopo lungo tempo.
Sotto il purissimo cielo volano
A frotte, ed un'allegra nota,
Le belle, graziose rondinelle
Venute dai lidi lontani,
Festeggiano adesso la mia
Città natale. Anch'io sono venuto
Come voi da terre diverse
E son lieto di trovarvi,
Di vedervi tornare ai vostri nidi,
Cinquettando nel chiaro mattino,
Desiose d'aria e di sole,
Sotto il sereno cielo d'Italia
Che anch'io non vedevo da anni.
Voi volatili gentili
Siete quì per abbellire
La vita in dolce gara sfrecciando
Dai tetti a la campagna,
Creature di pace
E di consolazione,
Creature di Dio.
Torna in cima
Profilo
beny
Site Admin
Site Admin



Registrato: Dec 25, 2006
Messaggi: 1536

MessaggioInviato: Sab Set 30, 2017 5:54 pm    Oggetto: Congedo di Giuseppe Incalicchio Rispondi citando

Congedo

Và mio libro, và nelle case amiche;
nelle sedi degli umili e dei dotti,
dì lor dell'ansie mie, delle fatiche,
dei sogni infranti e delle insonni notti.

Porta del core le nuove e le antiche
note di pianto, i fremiti incorrotti,
le delusioni per le mete apriche
non raggiunte, de l'anima i prodotti.

E svela, o libro, l'intimo sentire,
i vivi sentimenti e la chiarezza
nel porre in mesti carmi la sventura.

L'ardente amor pei figli che perdura,
il grido che provien dall'amarezza,
la voce del dolor che fa soffrire!
Torna in cima
Profilo
Mostra prima i messaggi di:   
Questo forum è chiuso. Non puoi inserire, rispondere o modificare i Topics   Topic chiuso    Indice del forum -> Giuseppe Incalicchio Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum

Powered by phpBB © 2001, 2005 phpBB Group
Forums ©
Thema News_laCdF_1024 - Copyright © 2008 by www.mofert.com
Informativa - Cookie e Privacy
 
  Siti base Alcuni link blogsport Prove tecniche
  mofert.com
lacittadifondi.it
TV Live e On Domand
Fondi
FondiTV
Telepazzie
FondiTV.blogspot
TelePazzie.blogspot
BibioneTV.blogspot
Mofert.blogspot
Over-diciotto.blogspot
postpast
lacittadifondi.it/blog
mofert/blog
mofert/photo
mofert.com/webcam