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Maria Cardi - Poetessa

 
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beny
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Registrato: Dec 25, 2006
Messaggi: 1536

MessaggioInviato: Ven Set 29, 2017 7:51 pm    Oggetto: Maria Cardi - Poetessa Rispondi citando

Maria Cardi

"Nata a Itri, vivo a Scauri (Minturno) provincia di Latina sulle rive del Golfo di Gaeta. Sono stata ispiratrice per mio padre, ed ora è la sua presenza ed il suo ricordo che mi spingono, per quanto possibile, a perseverare nel bene per raggiungere la gioia di un felice passaggio all'eternità. Rivelarsi con le proprie opere al lettore è la parte più difficile ma lascio ad altri scoprire le mura della mia casa, considerando che le fondamenta sono celate."

Ha partecipato a numerosi concorsi riscotendo ampi successi.
Nel 1995 il primo riconoscimento con il Premio Nazionale di Poesia "Libero de Libero".
Dal 1996 nominata Presidente Provinciale del Mopoeita di Latina.
Nel 1998 il Premio Speciale Europeo di poesie inedite "Calliope."Roma
Il 1999 è stato l'anno segnato dal Premio Nazionale di poesie inedite a Roma "L'uomo e il futuro".
Nel 1999 riconoscimento per poesie inedite a Campodimele Lt "Portico d'Onofrio".
Nel 1999 I° Premio quale Organizzatrice Culturale Premio "Fiore di Roccia" Provincia di Roma assessorato alla cultura.
I premio poesie "Portico d'Onofrio " Campodimele LT
I premio poesie religiose "Le rosse Pergamene " Roma
Nel 2000 , in occasione della Festa della Donna, dal Comune di Itri eletta "Donna dell'anno" per la cultura.
Nel 2000 riconoscimento al Premio Nazionale:"Libero de Libero."
Nel 2003 I° Premio per La Pace con Poesia Religiosa inedita "Roma."
Sempre 2003 II° classificata Premio Nazionale Poesie inedite "Aeclanum" Avellino.

Partecipa, quale giurata, a diversi premi letterari.

2005 Presidente Premio Nazionale di poesie "Valente" Itri Lt.
Giurata al Premio giornalistico "Riviera d'Ulisse" Minturno Lt
Giurata premio poesie "Mimesis" Itri Lt
Giurata premio poesie "L'uomo e il futuro" Roma
Collaboratrice trasmissione radiofonica religiosa "Radio Civita" Itri Lt

Libri di poesie pubblicati:

Sensazioni, Edizione Confronto
Due poetesse e un Navigante ,Edizione Ila Palma

Antologia :"Noi donne fallibili e degne di miracoli." Edizione Ila Palma
Antologia "Ricordi" Edizione Pagine
Antologia "La Madonna e il Santuario della Civita" Edizione S.Civita
Obiettivo Campodimele 2003
Antologia poesie per Karol edizione" Anemone Purpurea" Roma
Collaborazione con il giornale "Il Meridiano Azzurro".

Canneto rovente


E'stata una bella sorpresa la poesia di Maria Cardi, anche se le parole calorose di un'altra poetessa di grande prestigio come Miranda Clementoni mi avevano anticipato che si trattava di versi autentici, nati sull'onda di un fervore umano e culturale ormai raro.
Da qualche anno a questa parte finalmente le donne che scrivono cominciano a trovare ascolto, possono affermare la loro presenza. Nel campo della poesia c'è stato addirittura un risveglio enorme, al punto che oggi la produzione libraria pubblica più testi di donne che di uomini.. Un segno dei tempi, che andrebbe discusso e inquadrato storicamente anche per comprendere appieno presenze come questa di Maria Cardi.
Le sue poesie hanno delicatezza e stringatezza, s'impongono per i temi affrontati e per come questi temi vengono offerti, privi di parole superflue, di inutili addobbi.
Questo libro è nato e si svolge attorno a un argomento che affonda le sue radici nel mondo greco, in quello romano, in quello provenzale, in quello romantico. Si parla d'amore e, si sa, parlare d'amore è difficile, perché la banalità è sempre alle porte, e il risaputo è di casa. C'è alle spalle un peso immenso, i canzonieri più famosi da Saffo a Ovidio, dagli stilnovisti a Petrarca, dalle rimatrici del Cinquecento a Foscolo, a Leopardi, a Sbarbaro, a Lorca, a Hikmet, a Salinas hanno affrontato tutti i risvolti e tutte le sfumature del sentimento amoroso con pagine luminose e assolutamente eccezionali. Ma Maria Cardi non ha avuto timori riverenziali nei confronti di nessuno, ha seguito il suo impulso, il suo sentire e ha scritto col cuore.
Il risultato è stato questo volume che ci accompagna sottilmente nelle pene e nelle gioie, negli abissi e nei voli che Cupido sa dare.
Maria ha il dono della sobrietà, per dirla in termini chiari, sa cantare a voce spiegata, con accordi che ammaliano, che ci stringono nella morsa del sentimento e lo rendono parte importante della nostra corsa quotidiana.
Di solito i lamenti d'amore infastidiscono e irritano. Il lettore sente che la falsità o il vezzo letterario si sono incuneati e pretendono di sopraffare la genuinità. A Maria non è capitato nulla di tutto questo, anzi lei, anche quando ci racconta di tristezze lo fa con una grazia tutta particolare che rende lieve ogni cosa. Non so, lei parla di "muta arpa / di rancore", di "diluvio di solitudine", di "covone di grano nel mattino", per fare soltanto qualche esempio, e noi sentiamo che lei è capace di sciogliere i nodi intricati della nostra sensibilità portando la verso le fonti di un abbraccio che si fa dolcezza anche quando vibrano l'angoscia e il dolore. E'il tuono che certificherà il vissuto di Maria e naturalmente, di conseguenza, sull'onda del tuono avvengono mutamenti d'ogni genere.
Canneto rovente sembra snodarsi attraverso un itinerario apparentemente metafisico che nasconde molti dati sparsi a piene mani come coriandoli all'interno delle immagini e delle descrizioni. E'come se Maria sapesse tessere una lunga, infinita tela di passione e di promesse e conoscesse anche però tutte le conseguenze dell'amore quando perde, quando vince, quando s'illumina di nuovi traguardi, quando riesce a diventare vita concreta. Narra vicende "minime", si affida alle percezioni e ce le offre con la convinzione che davvero il gioco dell'amore ha riverberi aperti verso l'eternità: "Quale incauto sortilegio / quando la tua pelle // sulla mia affiora. Il Vincolo di allora / che sangue nel sangue / impetra. // Suggello nella roccia. // Scruti / ed ogni forza vinci. // Amplesso in un letto / d'erba rovente. // Mancamento / che non trova fenditure // e il giorno scorre / e l'attimo è / eterno". Come vedete, è poesia aggrumata, che racchiude molto del mondo interiore di Maria, ma che sa parlare anche a noi tutti e ci sa suggerire come entrare nella magia dell'imponderabile.
Jorge Luis Borges sosteneva che per arrivare direttamente alla sensibilità del lettore non bisogna coprire mai le parole con eccessi di letterarietà, ma fare in modo che le parole si presentino libere dagli ingorghi dei secoli. Maria Cardi sembra obbedire all'invito del grande poeta argentino, ma sa anche aggiungere alle parole quel pizzico di musica antica che corrobora il ritmo e trascina nella danza delle emozioni.
Insomma, Miranda Clementoni aveva ragione quando mi ha segnalato questa poetessa dicendomi che nelle sue pagine avrei trovato delle perle. E sono perle nate dal bisogno di comunicare al prossimo il fuoco che la vivifica, perle di una collana forgiata da un'anima ricca e solatia, che anche alle ombre sà dare vigore: "Dall'ombrosa cupidigia / straziante la mia tenerezza // che l'anima tua non doma / ed io so che forse forgiasti / la mia soffocata libertà".
Poesia dunque spinosa e odorosa, lieve come una piuma e, a un tempo, pesante e corposa come il piombo.
Dante Maffia


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MessaggioInviato: Ven Set 29, 2017 7:57 pm    Oggetto: Ci chiami nella croce di Maria Cardi Rispondi citando

A Giovanni Paolo II

Semini
offensiva del maligno
che cerca sollievo
per aridi luoghi.
La vita ricopre di
bossoli l’uscio,
il bimbo gattona
nel seme distrutto
mentre un raggio
della tua grazia
cancella le nostre paure.
Sei il Cristo che segnato
da aratro fendente
risani con il dolore.
Ci chiami nella Croce
perché il buio
si annienti
con la tua luce.
Lasciami all’ascolto
del silenzio
e fa che l’ultimo mio passo
sia nell’ombra lucente
del tuo tallone.


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MessaggioInviato: Ven Set 29, 2017 7:58 pm    Oggetto: Come ombra nelle rughe di Maria Cardi Rispondi citando

Come ombra nelle rughe

Stemperata
dall'incoscienza solitaria
scavo nell'attimo
che mi ama

e rifletto
la verde spremitura
delle olive.

E la parola scorre
al tempo delle rime
per affogare nel
consueto canto.

E tu
nel canto ruoti e
non condanni
mentre affiora
sommessa l'ava
figura
sostanza del
tuo affetto.

E in essa
desideroso ti specchi
e la tua mente vaga


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MessaggioInviato: Ven Set 29, 2017 8:00 pm    Oggetto: Giudizio e contraddizioni di Maria Cardi Rispondi citando

Giudizio e contraddizioni

Intreccio linea d'ombra
e canterò esordi al corpo
che trasale nausea furibonda
e l'intelligenza del nemico
nasconde nell'eufemismo
dell'attesa.

Giudizio e contraddizioni
che sublima nel dilemma
quotidiano la disagevole
misura della vita.

Spio nel mistero per penetrare
quel tempo delle sillabe cieco
e succube della nostra passione.

Fuori dalle sbarre lo sdegno
di chi vorrebbe entrare nella
gabbia e assaporare larve di
scintille incandescenti
presenza allo stato puro e

nell'interno trasgressione di
un niente fattosi vita,fantasma,
meraviglia di tanta luce legato
all'allora scenario dell'apparire.


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MessaggioInviato: Ven Set 29, 2017 8:01 pm    Oggetto: Il debito di Maria Cardi Rispondi citando

Il debito

Mi volevi regalare
Epoche senza menzogne
Quando la sera in agguato
Scioglie il suono della memoria.

Tu che donavi salvezza
Dai grani e seminavi
Purezza dall'ampolla
Tu, spazio, nelle pieghe del dolore
Tu,difesa di diluvi al grido
Dei miei sogni.

Nonna.
C'era tempo per il tuo riposo.

Mutilasti i miei argini brevi
E ancora bui che attingono
E mai spengono l'eco
del tempo restante mentre
la voce del vento s'insinua
e vanifica il debito tuo irrisolto.


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MessaggioInviato: Ven Set 29, 2017 8:03 pm    Oggetto: Il disgelo del sorriso di Maria Cardi Rispondi citando

Il disgelo del sorriso

Col vigile suo occhio
Ella ci attende
Mentre strade polverose
In una brezza di vento
Calano il sipario
E la visione negano del Padre.

Brucia nel sangue
L'accesso alla vita
E,nel misero abbandono,
il gioco dei bambini
fuori il Tempio
rivive il candore,
immagine di pietra.

Come il poeta che
Nell'amore ricuce le radici
E saccheggia odio
Per porgere nella
fragile acqua la parola,

così l'Angelo Bambino
che tra nuvole nere
squarcia d'azzurro e vira
oltre la sponda nemica
per spiare il sole
e regalarti
il disgelo del sorriso.


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MessaggioInviato: Ven Set 29, 2017 8:04 pm    Oggetto: Il fascino di un tempo di Maria Cardi Rispondi citando

Il fascino di un tempo

Dal sonno avvolto
mi abbandono.
Memorie della
tua voce lontana.
Tra regressi
il fascino di un tempo.
Naufrago nell'alternarsi
della notte
per un amaro seme
per l'inquieto silenzio
e la tua nella mia
eternità raccolgo.


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Registrato: Dec 25, 2006
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MessaggioInviato: Ven Set 29, 2017 8:05 pm    Oggetto: Il lume del mistero di Maria Cardi Rispondi citando

Il lume del mistero

Consumo il tempo nelle
mie contraddizioni perché
resa arrivi e mi confessi
il lume del mistero.

Quotidiano che a mia insaputa
permea la mente
approccio proibito e l'essere
coordina l'esistenza
fuggitiva battaglia d'angoscia
contesa dalla specie

saturo accesso laddove
l'autentico sconfina.

Lacerazione che
alla morte l'amore
accomuna.

Capriccio o ospite sublime?

Lecito segreto o recita di teatrale
soggetto che a volte consuma,
la sua corsa in accurata
tragedia?

Vorrei impazzire senza
alcun pudore e frangermi
spontaneamente
nell'amore.


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MessaggioInviato: Ven Set 29, 2017 8:07 pm    Oggetto: Ladro del tuo sangue A Libero De Libero di Maria Cardi Rispondi citando

Ladro del tuo sangue A Libero De Libero

L'innevata fonte all'ugola
le sue acque ritrae, in sé
racchiude amato il mormorio.

La giovinezza che all'incantato
niente mai si piega,
Libero, trasvola il varco
del cuore senza dimora.

Ladro che dal suo sangue
rimuove 1'antica tela
percossa dai versi
nel cielo a volte s'inabissa.

Saggio tra le sue mura
s'abbandona, in un vulcano
si ridesta.

Poesia vincente la XII edizione del Premio Nazionale di Poesia a Campodimele "Portico di Onofrio"
 
Con la motivazione:
"Il suo testo, denso e moderno nel tessuto sintattico, giocato su uno scatto fantastico di impronta surreale, riporta persuasivamente al mondo lirico di Libero De Libero che a Campodimele veniva a visitare la casa dei nonni e della madre Cesira Faiola"


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MessaggioInviato: Ven Set 29, 2017 8:12 pm    Oggetto: Le stagioni dell'arcobaleno di Maria Cardi Rispondi citando

Le stagioni dell'arcobaleno

E' l'istante in cui mi abbandono che
l'inconsistenza della vita mi avvizzisce
e il mio corpo si restringe e vedo e
tocco le spine del Cristo con il rosso
del sangue che mi denuda.

Aghi senza misericordia perforano la
mia pelle mietuta dagli eventi e l'Agnello
mi dilania per la Pasqua.

Ero una pietra e osannavo le scaglie della
gioia che ora scavano il mio tempo.

Si addormentò l'aurora che olezzava scintille
di boccioli in fiore, decenni in cui scorreva
acqua limpida e il cielo terso che modellava
il mio corpo e brontolava al ritmo del sapere.

Quante stagioni del mio arcobaleno che ora
nel dolore invocano carezze.

Persi gli occhi per non trovare misura
e le ciglia per sparare i sogni e, sapendo
di cullarmi, prolificai nelle fresche acque
della fonte.


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MessaggioInviato: Ven Set 29, 2017 8:13 pm    Oggetto: Nebbia di sabbia Di Maria Cardi Rispondi citando

Nebbia di sabbia

Moto è il tuo sangue
che nelle arterie del
vento si dilaga

dove il lievito della
forza annida e
un lembo degli affetti
contrae.

Tu padre staccato
dalle maree seduci
e nel consunto riposto
accalori.

Nell'eco della luna
e nella nebbia
di sabbia dove il
maestrale soffoca
ti nascondi.
Quando il fuoco sotterrasti?
Quando il pensiero ombrò il sole?

Scavo nell'incompiuta
impalcatura dove la
costellazione è superbo
scenario ma
l'impercettibile
si ripropone.


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MessaggioInviato: Ven Set 29, 2017 8:22 pm    Oggetto: Radici di Maria Cardi Rispondi citando

Radici

Quel ponte che all'uomo
è dato del sapere
nel nulla della memoria
si disperde.

Intrecciato vischio
dove vivificano
radici esistenziali

inizio e fine
dei millenni
a rispecchiare
voce di parole

perché canuta
la farfalla
alla diversità e
all'uguaglianza
risponda.


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