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TRASLOCHI

 
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beny
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MessaggioInviato: Mer Gen 23, 2013 10:11 pm    Oggetto: TRASLOCHI Rispondi citando

TRASLOCHI
pubblicata da Gabriele Prignano il giorno Martedì 9 ottobre 2012 alle ore 16.39 ·
Impossibile continuare a vivere in un palazzo come quello. Lei sopra e il figlio sotto. Figurarsi! Raramente, e solo se gli gira, Salvatore la saluta. E’ una lagna, quel ragazzo! Si ricorda di lei solo quando ha bisogno di denaro. E mica si vergogna a fermarla, mentre scende le scale di casa. Le dice:

“ Sei o non sei mia madre, tu? Dai, sgancia, allora! “

Perciò è stufa. Lei il soldo se lo suda. Non va a rubarlo. E ha deciso: traslocherà. Via dai piedi quegli empiastri! E subito. Trovata un’altra casa, in alto, sulla collina di Pianto Grosso. Firmato il contratto. Trovato il furgone. Tocca ora solo fissare la data. E Ada non sta nei panni. Ha deciso per sabato prossimo. Il Venerdì no, porta scalogna. E’ giornata nera, il Venerdì!

Oggi andrà da un amico che ha un bel negozio al Centro e acquisterà i lampadari più costosi. Non si preoccupa del prezzo quando va da un amico. Gli amici non chiedono mai denaro, se no che amici sarebbero? E’ così che la pensa lei.

Per l’occasione, si è fatta più bella del solito. Anche questo conta, lei lo sa benissimo, perciò ha scelto reggiseno e slip adatti all’occasione. Ha indossato la pelliccia di visone, un abitino corto, un collier luccicante e tre anelli al dito. Mentre sta per uscire, proprio sull’uscio di casa ha incontrato il vecchio De Rosa, che nemmeno l’ha salutata. Qua, praticamente., nessuno saluta. Sembra che anche lui ce l’abbia con lei. Tutti matti, insomma. Boh!

De Rosa, lo sanno tutti ormai, è matto davvero. E’ la terza volta che le si rivolge, a bruciapelo. Vuol sapere come si fa ad avere tanto lusso addosso? Le ha detto, per l’esattezza, con lo sguardo a terra:

“ Dimmelo, dai! Ci mando di corsa anche mia figlia a cercarsi qualcuno che le faccia fare la stessa bella vita. Se regalano a te tanta grazia di Dio, a lei cosa daranno? ”

E si sono scambiate, in fretta, quattro parolacce.

Ora lei scende le scale, ancora fremente di rabbia.

Sotto l’androne incontra il figlio Salvatore, innamoratosi frattanto di una studentessa. Le dice che ha bisogno di qualche euro in più, per mangiare e studiare. Vuole prepararsi per un concorso statale, prima ancora di diplomarsi, perché, dice, se non si fa in fretta, si rischia di rimanerci secchi. Disoccupati per tutta la vita.

E’ l’amore per Rosetta che gli dà la carica. Gli fa dimenticare persino di avere una madre che non è una madre. Mai si è curato di lui.

Continua a ripetere che senza Rosetta la vita per lui non avrebbe senso. E se Rosetta capisce che è un giovane senza futuro, lo pianta subito. Lo scarica. E ripete, con forza:

“ Mi manda a quel paese. Capisci? E io, senza lei, non vivo. Mi ammazzo.“

Ada, che è anche una donna pratica, conosce il mondo e gli uomini. E’ dai tempi di Nerone che si continua a parlare di morte: ma mai visto nessuno morire per amore. Almeno lei.

Non crede ad una sola parola, non ha mai creduto alla furia suicida del figlio, anche se gliel’ha ripetuto in più di un’occasione.

E poi perché tanta fretta di prepararsi ai concorsi? E perché, poi, Rosetta, se davvero è innamorata di lui, dovrebbe lasciarlo? E perché, infine, se è sul serio una ragazza di buona famiglia e, quindi, senza problemi economici, non è lei a dargli una mano? Esiste forse solo la mamma al mondo?

Salvatore non risponde. La guarda a bocca aperta, come trasognato. Evita persino di guardarla in viso. E’ deluso ancora una volta e, ancora una volta, pensa che Ada non è una madre. E lei, frattanto, continua a passeggiare su e giù davanti a lui e continua a dire che è proprio una giornata storta, questa. Nera. Non solo De Rosa. E’ mancato poco non gli sbattesse anche la borsa in faccia, poco fa. Ma anche sua madre. S’è presentata stamattina, con le solite due lacrimucce negli occhi. Ecco: la costringe a dirgli proprio tutto: è venuta anche sua sorella a chiederle aiuto. La sua borsa, dice, non è un pozzo, purtroppo. Il conto in banca è in rosso e non ha più un marito. Sola , senza una lira e con tanta disperazione nel cuore, dice. Lei ha pietà di tutti. Ma di lei chi si cura?

E mentre parla, stringe forte al petto la borsa col denaro per gli acquisti. Freme, sta perdendo del tempo prezioso, non sa come liberarsi del figlio, gli dice che se ha bisogno di un piatto caldo, non glielo ha mai negato. E mai glielo negherà. Non basta? Poi, improvvisamente, le viene in mente di portare Salvatore da sua madre.

Chiederà proprio alla mamma di restituirle almeno una parte di quanto le ha prestato stamattina.

Corrono e la vecchietta, appena li vede, capisce, comincia a balbettare, le pare che la terra stia per sprofondare sotto i suoi piedi. Non ha più un centesimo di quel denaro prestatole, ma ha paura della figlia. Lancia un’occhiata lunga e amara a Salvatore - è sua la colpa! - indossa il cappottino, scende le scale e si reca da una signora perbene e di cuore.

La signora, però, ha la luna storta anche lei, stamattina. Comincia a strillare, dice che credeva fosse venuta a saldare un conto vecchio di anni e, invece, ecco qua: torna a chiedere altro denaro! Ma tutti morti di fame siete voialtri?

La vecchietta non parla, piange, si terge le lacrime col fazzolettino che porta sempre con sé, nella manica del cappotto. Poi scende le scale e sale altre infinite scale, e, infine, trova una porta aperta. Anche oggi un miracolo! - pensa. Domani, Dio vedrà!

Tra l’altro. Ada è felice di traslocare in alto, sulla collina, non solo perché c’è tanto verde e tanti alberi tutto attorno, ma soprattutto perché spera che il prezzo del pullman scoraggi gli scocciatori. E la lascino finalmente in pace.

Tutti. Sua madre, la sorella, Salvatore e gli altri capaci solo di tendere la mano. Soliti, insopportabili piagnistei! Lei non ne può più.

Approfittano del suo buon cuore! - pensa.
[I]((Gabriele Prignano))
Da “Il sesso di Ada”, edito da Lulu.com

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