Giuseppe Incalicchio

acque a Fondi il 25 febbraio 1889. All'età di 5 anni gli morì il padre ed egli rimase affidato alle cure della nonna paterna e della madre. Uscito precocemente dall'infanzia, abbandonò a malincuore gli studi a dodici anni per aiutare la madre nei duri lavori dei campi di loro proprietà. Ma non trascurò l'amore per il sapere, e coi libri che di tanto in tanto riuscì a comprare su bancarelle ambulanti cominciò a farsi una cultura. A ventuno anni emigrò in America dove restò per tutta la vita. Il richiamo del paese lasciato non lo abbandonò mai. Dedicò gran parte della propria produzione poetica alle contrade che lo videro giovanetto. Si può senz'altro definire il "cantatore di Fondi": nessun altro ha cantato queste pietre e questa pianura con l'intensità con cui l'ha fatto l'Incalicchio (almeno 4 volumi di versi). Volendo comunque fare un esame critico dell'insieme della sua opera poetica, bisogna dire che la sua non fu mai una poesia propriamente originale, ricalcando in massima parte le orme dei poeti di fine 800: d'altronde, quelle erano le sue basi culturali, e allora chi era lontano dalla propria nazione non poteva seguire le evoluzioni inevitabili che vi avvenivano specialmente nell'area letteraria. Di veramente sue, però,vi erano quelle sfumature spontanee che solo possono venir fuori da un poeta: ed egli era un poeta. Giuseppe Incalicchio morì il 12 febbraio 1971 a New York.

M. Di Biasio