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Mondo Aurunco - Sperlonga LT

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Il Mondo Aurunco reale è composto da un’estesa area collinare e montuosa che domina la costiera Tirrenica ed il bacino del fiume Garigliano che è il punto storico di divisione tra il Nord e il Sud dell’Italia. Questo sito virtuale ne intende raccontare storia, cultura, geografia umana nella presunzione di ricomporre quell’unità etnica frammentata in molteplici unità amministrative che ne hanno stravolto confini e tradizioni. Il sito di natura virtuale, e a disposizione di quanti intendano vedere pubblicati i propri studi e ricerche. E’ appena il caso di sottolineare che alcuni articoli sono presi dalla rete Internet e di cui appunto ci vogliamo avvalere per proiettare il mondo aurunco dalla sua storia alla realtà concreta in cui oggi vive. Questa nostra palestra di cultura generale e particolare aurunca intende essere un appendice del sito www.lacittadifondi.it in continuo arricchimento con gli interventi anche di quanti vorranno trarre dal cassetto i propri studi, ricerche, suggerimenti, proposte: noi li pubblicheremo. Invitiamo, perciò, quanti lo vorranno a collaborare con noi a questo progetto di salvataggio della memoria storica aurunca allo scopo di conoscere il passato quale presupposto del presente e fondamento del futuro. Auguriamoci Buon Lavoro

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Vista dalla grotta di Tiberio
Polifemo nel museo Nazionale a Sperlonga

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Lo stemma del comune Click per il sito ufficiale
La Sperlonga moderna, é divenuta importante centro archeologico: fruttuose ricerche si sono compiute nel 1955 (anno di inizio lavori della moderna via Flacca) in quelle aree dove la tradizione situava la villa dell'imperatore Tiberio. Oltre alle tracce di questa, che discendono fino al mare, si sono rinvenuti in alcune grotte marine frammenti di sculture, tra cui i resti di alcuni celebri gruppi plastici quali Scilla che aggredisce la nave di Ulisse ed il Polifemo [1] accecato appartenenti alla scuola rodia della fine del sec. II a. C.

Grafiti in un cortile di Sperlonga

E' la Grotta di Tiberio la grande attrattiva di Sperlonga. Dista poco più di un chilometro dal paese e costituisce un tutt'uno con i resti della villa sovrastante. L'imperatore romano, Tiberio, amava passare lungo tempo nella fresca quiete dell'antro, e vi aveva raccolto un'infinità di opere d'arte. I resti archeologici più interessanti sono quelli ritrovati nella Grotta, alla base del Monte Ciannito, durante i lavori per la costruzione della nuova via Flacca. Gli oltre 10.000 reperti di elevato valore storico ed artistico, tra cui originali greci, sono ora custoditi nel vicino Museo Archeologico Nazionale

Secondo alcuni studiosi, non lontana dalla coste di Sperlonga sorgeva Amiclae, la misteriosa città fondata dai Laconi. Ma furono i Romani a scoprirla alla fine dell’età repubblicana, realizzando magnifiche residenze, attratti dalla bellezza del luogo e del clima mite.

Il nome del paese deriva dalle numerose cavità naturali, in latino speluncae, tra cui quella utilizzata dall’imperatore Tiberio. Dopo la caduta di Roma, i ruderi della residenza imperiale, verso il VI secolo, servirono da rifugio a comunità e popolazioni locali. Da queste popolazioni vengono i primi abitanti di Sperlonga, che cominciava lentamente ad arroccarsi sulla collina di S. Magno.

Sperlonga Tiberius
Una necessità determinata non solo dalle malattie delle paludi, ma dai continui attacchi dei pirati che infestavano il Tirreno. Il piccolo centro venne raso al suolo nell’agosto del 1534 dalle orde del corsaro Khair ad - Din detto il Barbarossa (di questi eventi rimane la memoria nel nome di Valle dei Corsari, presso la Grotta). Nel Settecento e nell’Ottocento, Sperlonga assunse l’attuale caratteristica struttura a forma di testuggine e venne arricchita con chiese e palazzi signorili.

Federico Barbarossa

Secondo alcuni studiosi, Sperlonga vanta origini mitiche, ma furono i Romani a scoprirla alla fine dell'età repubblicana, attratti dalla bellezza del luogo e dal clima mite. A Tiberio imperatore va il merito di aver fatto costruire, nel II-I secolo a.C., una villa imponente, che inglobava anche un'ampia grotta, in cui furono disposte opere marmoree, celebranti le gesta di Odisseo. Il nome di Sperlonga deriva infatti proprio dalle numerose cavità naturali, in latino speluncae, tra cui quella utilizzata dall'imperatore.

Dopo la caduta di Roma, le popolazioni trovarono rifugio sulla rocca, per evitare le paludi pontini con la malaria e il continuo sopravvenire di pirati e corsari.

Per proteggersi dalle loro incursioni, vennero costruite alcune torri di avvistamento, ma fu tutto inutile e il piccolo centro venne raso al suolo nell'agosto del 1534 dalle orde del famigerato pirata turco del XVI secolo: Federico Barbarossa.

Nei secoli successivi, Sperlonga assunse l'attuale struttura a forma di testuggine, ma il suo più grande sviluppo verrà solo dopo la costruzione della litoranea Terracina-Gaeta, aperta nel 1957..

Tomba di Cicerone

<[1] La più importante descrizione relativa a lui è quella fatta da Omero nella famosa Odissea. Secondo l'epico autore, Polifemo è un semiumano gigantesco con un solo grande occhio al centro della fronte, che alleva moltissime pecore e si nutre di formaggio e, occasionalmente, di uomini. Lo troviamo anche nell'Eneide di Virgilio.

Omero, o chi per lui, ci narra che Ulisse, durante il suo lungo viaggio, sbarca nella terra dei Ciclopi. Lì lui e i suoi compagni di viaggio vengono catturati dal gigante che ne mangia tre. Dopo un periodo di permanenza in prigionia Odisseo prepara una trappola. Innanzi tutto offre al Ciclope del vino, che ringraziandolo, prima di crollare nel sonno, gli chiede il suo nome. Lui afferma di chiamarsi Nessuno. Poi lo acceca con un bastone arroventato al fuoco. In seguito scappa coi compagni con un abile stratagemma: ognuno si sarebbe aggrappato sotto il vello di una pecora e, quando Polifemo avesse portato a pascolare la mandria, gli eroi sarebbero fuggiti.

Il ciclope (greco: ?????? che significa "occhio tondo") è una figura della mitologia greca. È il discendente di un'antica razza di giganti, caratterizzati dalla presenza di un solo occhio, anche se questo elemento sembra essere posteriore alle prime attestazioni, quando i ciclopi erano solamente genti di grandi dimensioni dagli occhi tondi.




Panorama di Sperlonga

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