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La Storia tratta dal sito Le origini di Sant’Apollinare risalgono al periodo intorno al 797, quando divenne abate di Montecassino Gisolfo, il quale, oltre all’efficace opera di valorizzazione del territorio circostante il monastero di Montecassino, fece costruire la cella di Albiano dedicata a S. Apollinare. Successore di Gisolfo fu l’abate Apollinare che evidenziò particolare attenzione per la cella, che divenne al tempo stesso anche una “curtis”. La piccola comunità condusse una vita tranquilla sino all’839 quando il territorio fu invaso dai saraceni che portarono ovunque distruzione e morte. Nel 1421 Braccio di Montone occupò il paese, che poi divenne possedimento prima della Santa Sede e poi del re Ferrante di Napoli. Nel 1915 il territorio fu colpito da un violento terremoto. Poi, quasi completamente distrutto nel corso della II Guerra mondiale, il Paese è rinato grazie all’impegno straordinario e al carattere tenace dei suoi abitanti. Oggi S. Apollinare conta 2.000 abitanti.
Medaglia d'argento al merito civile
Elenco degli Abati di Montecassino Abate Apollinare
«Piccolo centro, situato sulla linea Gustav, durante l'ultimo conflitto mondiale, fu bersaglio di numerosi e violenti bombardamenti aerei e terrestri che causarono la morte di centosessanta cittadini, tra cui anziani, donne e bambini ed ingentissimi danni all'abitato e al patrimonio artistico. Splendido esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.»
— Sant'Apollinare (FR), 1943 - 1944
Successore di Gisolfo
fu l’abate Apollinare che evidenziò particolare attenzione per la cella, che divenne al tempo stesso anche una “curtis” (minuscolo centro amministrativo dei beni ricavati dalla terra).
Con il nuovo sistema economico "curtense", in ogni cella si concretizzava la regola benedettina dell' Ora et labora.
Nasce così il primo nucleo di Sant’Apollinare costituito dalla chiesa, da locali per i monaci e da depositi per i beni prodotti dai coloni. Esso era situato nelle strette vicinanze dell’attuale centro. Pochi anni dopo (839), l’insediamento subisce devastazioni da parte di saraceni e ungari tali da dover essere riedificato. Si raduna quindi attorno al sito parte della sparsa popolazione della valle, che si adopera per fortificare l’abitato.
Viene eretto quindi il castello che dall’alto del suo poggio domina la pianura dove il Liri diviene Garigliano (ad oggi del castello non rimangono che pochi resti).
Il territorio è stato sempre legato alla Terra di San Benedetto, ma come terra di confine, quindi subendo le mire di espansione dei signori Aquinati e Gaetani. Pertanto Sant’Apollinare subisce nei secoli diverse occupazioni e distruzioni: si ricorda l’occupazione nel 1421 da parte delle truppe di Braccio da Montone, nel 1487 da parte delle truppe del regno di Napoli.
Il 9 dicembre 1647 ai tempi di Masaniello Sant'Apollinare è saccheggiato da Domenico Calesse di Sora detto Papone. Il 14 Papone dopo aver ordinato alla popolazione di Sant'Apollinare di armarsi li guidò in località San Martino nella Contrada Giunture. Qui si pose in difesa di quel luogo (posto tra il Gari ed il Liri) per contrastare l'avanzata del Duca di Sora. Quest'ultimo in inferiorità numerica decise di non ingaggiare lo scontro.
Nel 1799 il territorio subì il saccheggio delle truppe francesi napoleoniche. Con la fine del regime feudale nel 1806 (Eversione Feudale) finì la dipendenza dai monaci Cassinesi. Agli inizi dell’Ottocento al comune di Sant'Apollinare venne annesso il vicino comune di Sant'Ambrogio sul Garigliano; con l'Unità d'Italia, il territorio ambrosiano riacquistò l'autonomia.
Nel corso del XIX secolo si sono rinvenute diverse iscrizioni di epoca romana, forse provenienti dall’antica città di Interamna Lirenas, oggi andate perdute. Malgrado le buone potenzialità nel settore agricolo, alla fine di tale secolo ha inizio il flusso migratorio che spopolerà gradualmente il territorio fino agli anni '70 del novecento.
Note Storiche
Il 13 gennaio del 1915 il disastroso terremoto di Avezzano arrecò notevoli danni all'abitato.
Panorama Sant'Apollinare foto da: Google Earth
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