Sito ufficiale Click sullo - stemma

Non si sono tramandate notizie di epoca antecedente il Medioevo sulla zona che corrispondente a Sant'Andrea del Garigliano. Correva l’anno 846 quando un gruppo saraceno, vincitore su di un esercito franco, mentre faceva ritorno alla sua base sulla foce del Garigliano, distrusse la cella di Sant’Andrea, eretta dai benedettini di Montecassino.
I principi di Capua ricostruirono la chiesa e la donarono ai Benedettini: così il territorio che faceva capo a Sant'Andrea entrò a far parte della Terra di San Benedetto. I resti di tale edificio si trovano su di una collina accanto al castello.
Tale castello fu costruito nel 1045 per volere dell’abate Richerio, che volle che la popolazione vi si concentrasse per motivi di sicurezza. Nello stesso anno se ne appropriarono i Normanni, ma furono in breve espulsi dal territorio benedettino
Medaglia d'argento al merito civile
«Comune situato sulla linea Gustav, occupato dai tedeschi, durante l'ultimo conflitto mondiale si trovò al centro di numerosi combattimenti, subendo bombardamenti e rappresaglie che provocarono lutti, sacrifici e la distruzione della totalità dell'abitato. La popolazione, seppure provocata dagli stenti e dalle violenze, si prodigò poi, con fierezza e coraggio, nella difficile opera di ricostruzione.»
— Sant'Andrea del Garigliano (FR), settembre 1943 - maggio 1944
La chiesa di Sant’Andrea venne successivamente consacrata a San Benedetto. Nell’Ottocento venne abbandonata, man mano che la chiesa di Santa Maria delle Grazie diventava il centro della comunità; presso questa chiesa c'era un luogo d'ospitalità per pellegrini e viandanti. Fuori delle mura sorse la chiesa dedicata a San Rocco. Nel corso del XIX secolo il paese fu toccato dalle vicende relative al brigantaggio.
Ebbe inizio nello stesso periodo una massiccia emigrazione, cessata soltanto a metà del Novecento con l’industrializzazione della Ciociaria. Il secondo conflitto mondiale arrecò danni pesantissimi alla popolazione ed all'abitato, che si trovava lungo la linea Gustav. La ferocia nazista si abbatté sul territorio e il 5 febbraio del 1944, in località Pontiera, i Tedeschi fucilano quattro contadini per rappresaglia a seguito del ferimento di un militare.
In questo periodo particolare importanza per le sorti della Resistenza in tutta la zona ebbe la figura del Capitano Antonio Gagliardi, un comandante che organizzò un gruppo partigiano che minò le resistenze delle truppe nazi-fasciste e che agevolò la vittoria degli alleati. Il Capitano Gagliardi, conosciuto in ambito partigiano come T13, in seguito diventò il sindaco del paese, un sindaco amato e ricordato ancora oggi con nostalgia e affetto da sostenitori ed avversari. La liberazione di Sant'Andrea del Garigliano avvenne il 13 maggio 1944.
Sant'Andrea è anche il paese natale di Antonio Galasso, ufficiale dell'esercito italiano che a Cefalonia si oppose all'esercito nazista e che costò la vita a tanti soldati italiani trucidati per rappresaglia dai tedeschi. Insieme agli altri eroici soldati del 17° Reggimento Fanteria della Divisione “Acqui” si oppose alla resa incondizionata “offerta” dai tedeschi e difese l’onore della nostra Patria sapendo di rischiare la propria vita e patendo per questa coraggiosa scelta sofferenze inumane.
Nel 1984 il terremoto portò ulteriori ferite, oggi lentamente sanate.
Panorama Sant'Andrea Del Garigliano
|