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Nella Preistoria Una diffusa tesi geologica sostiene che nell'era quaternaria il territorio campano, insieme con le valli del Rapido e del Liri, fosse coperto dalle acque, creando il cosiddetto "Golfo Campanico". Di quest'immenso bacino oggi resterebbero solo il golfo di Napoli e quello di Gaeta.
Nella preistoria, dunque, probabilmente la piana di S. Pietro Infine era un lago, e solo quando l'acqua iniziò a defluire verso Suio attraverso le gole degli Aurunci, per raggiungere il Tirreno, la terra circostante si arricchì di vegetazione e si svilupparono le prime forme di vita terrestre.
L'origine lacustre del territorio è dimostrata sia dal ritrovamento di numerosi e svariati resti fossili di conchiglie, risalenti al pleistocene medio, che continuano ad essere reperiti nella zona, che dalla natura del terreno ghiaioso ed alluvionale.
Inoltre alcuni scavi in località "Riaine", al confine col territorio di San Vittore del Lazio hanno riportato alla luce alcune stratificazioni preistoriche, all'interno delle quali sono stati ritrovati degli strumenti litici, che testimoniano la presenza umana nell'area sin dal paleolitico. Ciò non deve meravigliare data la vicinanza ad Isernia, dove alla fine degli anni settanta fu scoperto un accampamento paleolitico dell' Homo Aeserniensis, risalente a 730 mila anni fa.
Medaglia d'oro al merito civile
Rovine della II guerra mondiale
«Comune situato sulla linea Reinhard, occupato da truppe tedesche, durante l'ultimo conflitto mondiale, si trovò al centro di numerosi combattimenti, subendo violenti bombardamenti e feroci rappresaglie che procurarono numerose vittime civili e la totale distruzione dell'abitato. I cittadini, costretti a trovare rifugio in grotte improvvisate, resistettero con fierissimo contegno agli stenti e alle più dure sofferenze per intraprendere, poi, la difficile opera di ricostruzione.»
— San Pietro Infine (CE), 1943
Dai Sanniti ai Romani - Col ritrarsi delle acque, il territorio sampietrese divenne più adatto all'insediamento di popolazioni provenienti dal Lazio, dall'Abruzzo, dal Molise, le quali diedero luogo alle prime manifestazioni di vita civile.
Dal VI sec. agli albori del III sec. a. C. sul territorio dominarono gli Osci ed i Sanniti, come attesta la scoperta delle cinte fortificate di Sant'Eustachio e di Colle Marena-Falascosa sul monte Sambucaro. Quest'opera poligonale era parte di un sistema difensivo organizzato su un territorio molto più vasto.
Dopo la III guerra sannitica (298-290 a. C.) la piana fu conquistata e colonizzata dai romani. La Repubblica Romana estese fino a queste zone la via Latina che, in prossimità dell'odierna località Santa Maria del Piano o le Mura, corrispondente all'antico Ad Flexum, si diramava in due: da una parte verso Venafro, attraverso il valico delle Tre Torri nella sella tra il Monte Sambucaro e Monte Cesima, dall'altra in direzione Capua, l'antica Casilinum, attraverso il territorio di Mignano Monte Lungo.
Si presume che tra il VII e il VI secolo a. C., prima che fosse realizzata la Via Latina, proprio nel periodo in cui gli Etruschi dominavano in Campania, quest'ultimo tratto continuasse anche nella direzione opposta verso San Vittore del Lazio, costituendo un'importante via commerciale, che metteva in comunicazione la Campania degli Etruschi con le miniere della Valle di Comino. Questo ramo però perse progressivamente d'importanza, fino a scomparire del tutto, mentre fu potenziato quello che da San Pietro portava a Capua.
San Pietro Infine - panorama
È molto probabile che in prossimità della diramazione, detta Ad Flexum, ci fosse una stazione di cambio dei cavalli accanto alla quale fu costruita successivamente una locanda e progressivamente, attorno a questo nucleo strutturale, si sviluppò un piccolo villaggio. Importante ricordare che gli studi più recenti sono giunti alla conclusione che la posizione dell'Ad Flexum non corrisponde all'odierna contrada San Cataldo, ma alla località Santa Maria del Piano, situata più ad est della prima. Ciò è convalidato dal ritrovamento di alcuni resti archeologici di epoca romana proprio in località Santa Maria del Piano, durante i lavori effettuati per il primo tratto della ferrovia Venafro- Rocca d'Evandro nella prima metà degli anni ottanta.
Prove della colonizzazione romana sono anche i resti tornati alla luce durante la coltivazione di queste zone: pezzi di mosaici, cisterne, tombe, muri, cunicoli d'acquedotto appartenenti soprattutto a ville residenziali romane.
Più dettagli li troverete su: SanPietroInfine.com
Panorama di S. Pietro Infine - CE
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