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Ponza è la principale isola dell’arcipelago pontino che è formato da Ponza, Ventotene, Zannone Palmarola, l’isola di Santo Stefano ed infine l’isolotto di Gavi, questo piccolo arcipelago è situato a venti miglia dalla costa meridionale del Lazio.
La storia di Ponza e delle isole pontine è antichissima, infatti già a partire dal Neolitico questi posti erano abitati; esse oggi fanno parte della regione Lazio, all’inizio furono abitati dai romani, successivamente le isole furono colonizzate dai Borboni ed è proprio per questo motivo che si spiega perché i cittadini nativi di questo posto hanno l’accento simile a quello della Campania, e proprio in questo periodo che a Ponza e nelle altre isole arrivano un gran numero di persone.
Ai giorni nostri a Ponza la coltivazione è stata quasi del tutto abbandonata, al suo posto è stato introdotto il mestiere del pescatore, nella navigazione, e nello sviluppo nel campo del turismo, ogni anno le limpide e incontaminate acque dell’arcipelago sono attirate da milioni di turisti i quali consentono alla gente del posto (pescatori) guadagnare lavorando. Ponza che è la più grande isola dell’arcipelago, ultimamente ha incontrato un disordinato sviluppo urbanistico e la disattenzione verso le testimonianze archeologiche, ma il tempo ha saputo mantenere il suo fascino.
Sotto Ponza si trova un vero e proprio patrimonio sommerso, ma che si sta andando perdendo a causa delle attività di subacquei clandestini. Agli inizi degli anni novanta incominciarono dei ritrovamenti di particolare rilievo, le ultime indagini sono state rilevate nel noto complesso ipogeo e subacqueo d'epoca romana denominato Grotte di Pilato, [1] una delle principali mete turistiche di Ponza.
Si tratta di ampie cavità artificiali collegate con il mare e tra loro tramite numerosi cunicoli scavati nel banco roccioso a sudest del porto. Questo è uno dei pochi posti meravigliosi dell’isola di Ponza, anche se ne possiamo trovare molti altri ancora dalla spiaggia di Frontone alle grotte azzurre, dalla chiaia di Luna alle grotte di Pilato, e da questi poi la fantasia popolare ha dato ai vari luoghi pittoresche denominazioni.
Ponza punta del Papa

L'isola di Ponza è popolata fin dal Neolitico, ma i suoi principali centri nacquero sotto la dominazione dei Volsci. Occupata in un primo tempo dai Fenici, che la adibirono a scalo commerciale, nell'VIII secolo a.C. fu presa dai Greci, cui è attribuibile un ipogeo funerario e, secondo numerosi storici, l'acquedotto di Le Forna.
Nel 312 a.C. giunsero i Romani, che destinarono Ponza per lo più a luogo di confino, ma anche di villeggiatura. Restano infatti rovine di ville romane, la più famosa delle quali è posta sulla Collina della Madonna e risale al I secolo d.C., nonché di un acquedotto, di vasche (tra cui le Grotte di Pilato) e di una cisterna di raccolta dell'acqua piovana, il cosiddetto "Bagno". Negli anni ottanta inoltre fu scoperto il relitto di un'antica galea romana, probabilmente naufragata nel I secolo d.C., che trasportava vasellame e provvigioni alimentari. La tradizione vuole che in epoca romana le sia stato attribuito il nome, in onore del governatore di Giudea Ponzio Pilato, ma Strabone, che già la chiamava Pontia definendola isola dei Volsci, è morto prima che Ponzio Pilato fosse governatore della Giudea.
Nel medioevo rimase un fiorente centro religioso (nel 537 morì nella vicina Palmarola papa Silverio, che tutt'oggi è patrono del Comune di Ponza, festeggiato il 20 giugno) e commerciale, grazie all'opera dei monaci benedettini, i quali eressero l'abbazia di Santa Maria. Ma l'opera dei frati fu pressoché vanificata quando, a partire dal IX secolo, Ponza fu oggetto di feroci razzie da parte dei pirati saraceni.
Solo nel 1202 l'isola tornò all'antica importanza, grazie alla Bolla con cui papa Innocenzo III riaffidò ai frati cistercensi l'abbazia di Santa Maria, la quale nel 1233 venne "incorporata" nella Basilica di Sant'Anastasia al Palatino fuori le mura di Roma. Nel 1300 le acque di Ponza furono teatro della battaglia navale con cui Ruggero di Lauria, duca di Calabria, sconfisse l'ammiraglio Corrado Doria, al soldo del re di Sicilia Federico III di Aragona. Una nuova battaglia ebbe luogo nel 1435, al momento dell'assedio di Gaeta di quell'anno, quando l'ammiraglio genovese Biagio Assereto, per la casata degli Angioini, sconfisse la flotta di Alfonso I re d'Aragona, che iniziava a nutrire mire di conquista dell'isola.
In effetti Ponza, che nel 1322 era passata alle dipendenze dell'abbazia di Fossanova (con la bolla di papa Onorio III), nel 1454 fu occupata dagli Aragonesi, che scacciarono i monaci cistercensi dall'isola: questi, rifugiatisi a Formia, fondarono la chiesa di Santa Maria di Ponza.
Punta del Papa.Nel 1542 Carlo V, re di Spagna e imperatore, concesse in feudo l'isola a Pier Luigi Farnese (parente con i Duchi di Parma, che ne erediteranno il titolo su Ponza), con l'obbligo di difenderla dagli attacchi pirateschi, che mai del tutto erano cessati. Dopo che nel 1534 il saraceno Khair-ad-Din (conosciuto come il "Pirata Barbarossa") aveva messo a ferro e fuoco l'isola, nel 1552 una nuova incursione, compiuta dal corsaro Dragut, portò morte e distruzione a Ponza. Nel 1655 si verificò un'ulteriore feroce razzia compiuta dai turchi, i quali fecero pure saltare la torre del porto.
Dopo un breve periodo di presidio austriaco, nel 1734 Elisabetta Farnese, madre di Carlo III di Spagna re di Napoli, cedette l'intero arcipelago delle Ponziane al figlio, il quale rese le isole beni privati della corona e ne avviò un'intensa colonizzazione, facendovi pervenire coloni soprattutto da Ischia. Tra i principali obiettivi borbonici vi fu anche la difesa dagli attacchi corsari: nel 1757 una flotta di navi napoletane, cui si erano unite anche galee da guerra maltesi e pontificie, sconfissero presso l'isola di Palmarola un manipolo di navi turche, e da allora l'arcipelago divenne sicuro.
Ponza portino di Frontone
Il fortino di Frontone. Nel 1768 re Ferdinando IV di Borbone avviò una fase di miglioramento delle condizioni economiche degli isolani. Inviati tecnici per dirigere i lavori, questi durarono fino al 1793, svolti da alcune centinaia di forzati ergastolani, che poi nel 1795 furono rinchiusi nel nuovo carcere di Ponza.
In questa seconda fase furono avviate e portate a compimento le opere pubbliche che ancor oggi caratterizzano l'arcipelago: sotto la guida di Antonio Winspeare, Ufficiale del Genio, e dell'ingegnere Francesco Carpi furono realizzati il Porto di Ponza con la caratteristica quinta curvilinea di abitazioni su due livelli stradali, il cimitero, la fortezza, il palazzo degli Uffici (oggi sede del Comune) la chiesa, il Forte Papa alle Forna, l'abitato di Ventotene e il suo piccolo porto, detto Pozzillo dato che le ripide quinte semicircolari (simili a quelle del porto di Ponza) innestate sull'antico Porto romano ben salvaguardato, richiamano le pareti di un pozzo. A prescindere dalle sensazioni indotte dall'uso, anche l'Ergastolo di Santo Stefano, dovuto agli stessi Carpi e Winspeare è opera di notevole rilievo: pianta a ferro di cavallo e Cappella/punto di osservazione centrale, ispirati ai principi del Panopticon del britannico Jeremy Bentham.
Nel 1813 Ponza fu occupata dagli inglesi guidati dall'ammiraglio Carlo Napier, che venne nominato conte dell'isola. Ma due anni dopo il Trattato di Vienna restituì l'isola ai Borboni. Nel 1857 Ponza fu raggiunta dalla spedizione del patriota Carlo Pisacane, che si era impadronito del Cagliari, un piroscafo che faceva la spola tra il capoluogo sardo e Genova. Giunto nel pomeriggio del 27 giugno a Ponza, Pisacane liberò i detenuti del carcere che si unirono nella sua spedizione contro il Regno delle Due Sicilie. L'impresa finì poi tragicamente, dopo lo sbarco di Sapri del 28 giugno.
Solo nel 1861, dopo la sconfitta ad opera di Giuseppe Garibaldi del Regno delle due Sicilie, Ponza fu annessa al Regno d'Italia.
La spiaggia di Frontone e la vecchia miniera.Nel 1928 il regime fascista destinò Ponza a luogo di confino degli oppositori politici. Lo stesso Mussolini fu poi prigioniero nell'isola dal 27 luglio al 7 agosto 1943.
Nel 1935 venne avviato lo sfruttamento del giacimento di bentonite a Le Forna (miniera "Samip" -Società Azionaria Miniere Isole Pontine-, che lavorò fino al 1975). La realizzazione della miniera di Ponza costò l'esproprio di qualche terreno, ma diede lavoro a circa 150 uomini, oltre al traffico marittimo per il trasporto del minerale in continente. Tuttavia l'isola dovette pagare la devastazione di una delle sue cale più belle e non pochi casi di silicosi tra gli operai addetti.
Nelle località di Frontone e di Capobianco vi furono anche delle miniere di perlite (una matrice grigiastra di ceneri e lapilli debolmente cementata ed inglobante dei proietti vulcanici nerastri e vetrosi), attualmente dismesse.
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Ponza villa romana sulla collina della Madonna

5000-2000 a.C. La presenza dell'uomo preistorico a Ponza, Palmarola e Zannone è testimoniata dal ritrovamento di oggetti litici e di residui della lavorazione dell'ossidiana.
XII-XI sec. a.C. Le isole Pontine vengono utilizzate dai Fenici come tappe intermedie dei loro viaggi.
VIII-VII sec. a.C. I Greci nelle Pontine: a Ponza si ipotizzano di origine greca uno degli ipogei e forse l'acquedotto di Le Forna. Possibile anche l'arrivo degli Etruschi.
312 a.C. Ponza diviene colonia romana.
I sec. d.C. Villa romana sulla collina della Madonna a Ponza; villa Giulia e porto di Ventotene.
537 Papa Silverio muore a Ponza; nell'anno successivo viene fondata l'abbazia benedettina di Santa Maria, a Ponza.
813 Prima incursione saracena a Ponza. I monaci vengono fatti schiavi. L'isola si spopola, a causa delle incursioni che durano per tutto il secolo successivo.
1202 L'abbazia di Santa Maria a Ponza viene riattivata e affidata ai Cistercensi (Bolla di Innocenzo III).
1213 A Zannone viene fondato il monastero benedettino di Santa Maria.
1233 Santa Maria di Ponza è "incorporata" nella basilica di Sant'Anastasia fuori le mura, a Roma.
1267 I monaci di Zannone adottano la regola cistercense.
1295 I monaci lasciano Zannone, esposta a scorrerie, e fondano a Gaeta il monastero di Santa Maria di Zannone.
1300 Ruggiero di Lauria, duca di Calabria, sconfigge nelle acque di Ponza l'ammiraglio Corrado Doria, che opera al soldo di Federico II di Sicilia.
1322 L'abbazia di Santa Maria di Ponza passa alle dipendenze di dell'abbazia di Fossanova (Bolla di Onorio III).
1435 Il genovese Biagio Assereto, angioino, sconfigge in una battaglia navale nelle acque di Ponza Alfonso d'Aragona.
1454 Alfonso I d'Aragona scaccia da Ponza i monaci, che sono costretti a rifugiarsi a Formia, dove erigono la chiesa di Santa Maria di Ponza.
1477 Sisto IV dà in enfiteusi le isole Pontine al duca Ariano Alberico Carafa e ai conti Antonio Petrucci, di Policastro, e Aniello Arcamone, di Bonelli, i quali cederanno i loro diritti nel 1484.
1479 Sisto IV concede ai residenti una serie di privilegi.
1534 Incursione di Khair-ad-Din "Barbarossa".
1539 Carlo V, imperatore dei Romani, re di Spagna e delle Due Sicilie, concede privilegi agli isolani.
1542 Infeudazione delle isole in favore di Pier Luigi Farnese e, attraverso la famiglia, al ducato di Parma.
1552 Incursione di Dragut.
1655 Incursione turca; viene fatta saltare la torre del porto.
1710 -1713 Gli Austriaci presidiano Ponza.
1734 Elisabetta Farnese cede le isole al figlio Carlo III di Borbone, re di Napoli. Tutti gli Stati che contano aderiscono, incluso lo Stato Pontificio con Clemente XII (12 maggio 1739). Le isole diventano beni privati della corona. Il 30 ottobre Carlo III accorda ai coloni ischitani vantaggi perché risiedano sull'isola di Ponza.
1757 Dodici galee napoletane, romane e maltesi affondano navi turche a Palmarola.
1759 Carlo III assume la corona di Spagna e cede il trono di Napoli al figlio Ferdinando IV.
1766 Ai coloni ischitani di Ponza si assegnano in enfiteusi perpetua i territori coltivati a Ponza.
1768 maggio Ferdinando avvia la colonizzazione delle isole e il programma di costruzione a Ponza.
1768 luglio Tecnici e forzati vengono inviati a Ventotene per iniziare i lavori.
1769 Inizia la costruzione della chiesa di Ventotene.
1770 Le isole vengono assegnate alla diocesi di Gaeta.
1770 ottobre Giungono a Ponza tecnici e operai.
1771 Vengono trasferiti a Ponza trecento forzati e altrettanti presidiari per i lavori, che proseguiranno fino al 1793.
1772 Le prime 27 famiglie di Torre del Greco vengono inviate a Le Forna. Si traccia la strada di collegamento con il porto.
1774 Consacrazione della chiesa di Ventotene a Santa Candida.
1778 Il vescovo di Gaeta, Pergamo, consacra la chiesa di Ponza alla Trinità, a San Silverio e a Santa Domitilla.
1779 Completamento delle opere murarie del porto di Ponza.
1795 I primi 200 ergastolani entrano nel nuovo edificio-prigione di Santo Stefano.
1799 Luigi Verneau, dopo la fallita rivoluzione libertaria partenopea antiborbonica, viene impiccato a Ponza. Poiché il cappio si rompe, viene finito con una sciabola.
1810 Durante il regno di Murat a Napoli, le isole vengono tolte al patrimonio dei Borbone, assegnate al demanio statale e costituite in comuni.
1813 Gli inglesi conquistano Ponza e l'ammiraglio Carlo Napier è nominato conte di Ponza.
1815 Il trattato di Vienna (29 aprile) restituisce le isole ai Borbone. Ferdinando, con successivi atti del 14 agosto 1815 e del 30 gennaio 1817, ne conferma la cessione al patrimonio del regno.
1816 Le isole vengono confermate comuni da Ferdinando.
1820 Ponza diviene luogo di relegazione.
1825 Ventotene diviene luogo di relegazione.
1857 27 giugno Spedizione di Carlo Pisacane a Ponza.
1857 La nave Messaggiera inizia un collegamento quindicinale delle isole con Napoli. Il 25 ottobre viene installato il telegrafo a Monte Circeo, Ventotene e Ischia.
1861 Annessione delle isole all'Italia.
1904 Inizia il primo collegamento regolare Span, estivo, Anzio-Ponza-Napoli, con il Lampo.
1910 Viene abolito il domicilio coatto. A Ventotene, tuttavia, verranno confinati poco dopo i Libici e, dopo la prima guerra mondiale, prigionieri serbi.
1928 Istituzione del confino fascista a Ponza.
1935 Inizio dell'attività della miniera di bentonite a Le Forna.
1939 Trasferimento del confino di massa a Ventotene.
1942 Ernesto Rossi, Eugenio Colorni e Altiero Spinelli scrivono dal confino di Ventotene il "Manifesto per un'Europa libera e unita", diffuso poi clandestinamente.
1942 Vengono inviati a Ponza prigionieri greci, albanesi e slavi.
1943 Mussolini prigioniero a Ponza dal 27 luglio al 7 agosto. Il 27 luglio si costituisce tra i confinati il cosiddetto "governo di Ventotene", che gestisce l'ormai ex confino dopo la caduta del fascismo. All'alba del 9 settembre, Ventotene viene liberata dagli americani, dopo la resa della piccola guarnigione tedesca.
1975 Chiusura della miniera Samip.
1979 Zannone viene inclusa nel Parco Nazionale del Circeo.
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[1] La costruzione romana più caratteristica a Ponza è conosciuta con il nome di “Grotte di Pilato”, visibili dal Faro. Esse sono costituite da numerose piscine collegate tramite canali per il ricambio delle acque, in cui venivano allevate murene. Probabilmente il Murenario apparteneva alla soprastante villa di epoca Augustea di Punta della Madonna.
Panorama di Ponza
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