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Pignataro Interamna Fondata nel 312 a.C. dai Romani, ha
subìto nel tempo saccheggi e devastazioni, la più grave delle quali il terribile terremoto del
1915. Da addebitare a tali disgrazie la distruzione di gran parte delle antiche vestigia, di cui
restano oggi soltanto poche tracce, tra cui il "ponte del Diavolo", antica costruzione romana.
Non c’è un’origine accertata del nome Pignataro, mentre il secondo termine scaturisce dal ricordo dell’antica colonia romana di Interamna Lirenas. Quest’ultima venne fondata dai romani quando, nel IV secolo a.C., per controllare i sanniti e i coloni, si insediarono in un’area ove erano già presenti nuclei abitati, forse di popolazioni volsche.
La colonia decadde in epoca imperiale e venne distrutta durante le più tarde invasioni germaniche; nella zona sorse poi un piccolo castello, Terame o Termini, distrutto al tempo di Federico II. Oggi non si osservano grandi resti dell’antico insediamento di Interamna, un ponte e qualche lacerto di muro, ma durante i lavori agricoli vengono frequentemente alla luce interessanti reperti. Alcuni sono stati recuperati, qualche colonna è stata reimpiegata nella Chiesa del Santissimo Salvatore di Pignataro, ma una buona parte è andata ad adornare le case degli emigranti pignataresi in America.
Elephas antiquus
Frederick II
Il Cranio di Elephas antiquus italicus, proveniente dal giacimento Pleistocenico di Pignataro Interamna, Valle del Liri (Frosinone), nonostante le notevoli dimensioni, appartiene ad un individuo non giunto ancora a completo sviluppo e può essere considerato un reperto significativo di questa specie in quanto completo e ben conservato.
Collocazione
Sembra che una parte degli abitanti di Interamna Lirenas abbia fondato l’abitato di Pignataro. Il nuovo centro abitato esisteva già prima dell’anno Mille: nel 997 si menzionano un borgo e una chiesa, la cui popolazione si era sollevata contro l’abate di Montecassino.
Il piccolo paese fu ben presto inquadrato nella colonizzazione benedettina che qui pose un fedele gruppo di normanni nel 1018, come presidio per difendersi dai signori di Aquino. Con le guerre fra papato e impero, durante il regno di Federico II, gli abitanti abbandonarono il sito e solo dopo molti decenni il castello venne nuovamente popolato.
Il paese già nel XIII secolo non doveva essere molto piccolo poiché era la sede di un iudex, ma vennero poi le guerre di spartizione fra spagnoli e francesi, combattute molto aspramente lungo il Garigliano, che lo condussero alla rovina: Pignataro decadde al rango di casale. Per questo motivo fu unito a San Germano da cui si emancipò solo all’inizio dell’Ottocento. A partire dal Settecento, la popolazione si accrebbe anche se il paese era formato da una strada e da una fila di case ad un sol piano: molti contadini, pochi artigiani, pochissimi commercianti. Nel corso dell’Ottocento il ricostituito comune subì gli avvenimenti dell’unificazione e la prima fase dell’emigrazione.
Un momento tragico della storia locale fu costituito dalla seconda guerra mondiale: il paese, bombardato più volte, venne distrutto completamente. La popolazione, sparsa per le campagne, resistette sia ai bombardamenti che all’occupazione tedesca: si formò un reparto di partigiani e il paese ebbe le sue vittime. Caposaldo della linea Gustav, l’intero territorio comunale si trovò per molti mesi in prima linea.
Panorama da maps di Pignataro Interamna foto da: maps.google.com
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