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Mondo Aurunco - Mt.S.Biagio LT

Mondo Aurunco - Mt.San Biagio LT
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Il Mondo Aurunco reale è composto da un’estesa area collinare e montuosa che domina la costiera Tirrenica ed il bacino del fiume Garigliano che è il punto storico di divisione tra il Nord e il Sud dell’Italia. Questo sito virtuale ne intende raccontare storia, cultura, geografia umana nella presunzione di ricomporre quell’unità etnica frammentata in molteplici unità amministrative che ne hanno stravolto confini e tradizioni. Il sito di natura virtuale, e a disposizione di quanti intendano vedere pubblicati i propri studi e ricerche. E’ appena il caso di sottolineare che alcuni articoli sono presi dalla rete Internet e di cui appunto ci vogliamo avvalere per proiettare il mondo aurunco dalla sua storia alla realtà concreta in cui oggi vive. Questa nostra palestra di cultura generale e particolare aurunca intende essere un appendice del sito www.lacittadifondi.it in continuo arricchimento con gli interventi anche di quanti vorranno trarre dal cassetto i propri studi, ricerche, suggerimenti, proposte: noi li pubblicheremo. Invitiamo, perciò, quanti lo vorranno a collaborare con noi a questo progetto di salvataggio della memoria storica aurunca allo scopo di conoscere il passato quale presupposto del presente e fondamento del futuro. Auguriamoci Buon Lavoro

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Vista lato sinistro nord
Panorama lato est

Sito ufficiale Click sullo - stemma
Lo stemma del comune Click per il sito ufficiale
La prima citazione del castellum Monticelli risale all’anno 1099 quando il nobile Crescenzo, abitante nella rocca di Monticelli, vende un appezzamento di terreno. Questo castrum fece parte del ducato di Fondi fino al 1140; da allora fu incluso nella contea normanna di Fondi, inquadrata nel Regno di Napoli e concessa in feudo alla famiglia Dell’ Aquila. Successivamente passò sotto il dominio delle famiglie Caetani (1299), Colonna (1494), Gonzaga (1570), Carafa (1591), Mansfeld (1690) e Di Sangro (1721). Fece parte fino al 1818 della diocesi di Fondi quindi della diocesi di Gaeta, che nel 1848 divenne arcidiocesi.

Mt San Biagio la portella

Dopo l’unità d’Italia, il comune di Monticelli o Monticello dovette assumere un nuovo nome per evitare confusione con altri comuni ugualmente denominati. Il consiglio comunale nel 1862 decise di mutare il nome in Monte San Vito ma, a causa di altre omonimie, deliberò nello stesso anno di assumere la denominazione di Monte San Biagio, in onore del santo patrono.

Fino all’unità d’Italia Monticelli fu il primo centro abitato del Regno delle due Sicilie in cui si imbattevano i viaggiatori che da Roma raggiungevano Napoli mediante la Via Appia. Infatti il confine tra lo Stato della Chiesa e il Regno si trovava in località Epitaffio detta cosi da un’ iscrizione del XVI secolo che tuttora vi si legge. Il posto doganale, in cui avveniva il controllo dei viaggiatori e delle merci si trovava, invece, nella località Portella [1] dove sono ancora visibili le torri e la porta sotto cui passava la Via Appia. Per questa sua posizione alla frontiera tra due stati, Monte San Biagio fu interessata dal fenomeno del brigantaggio, soprattutto nel periodo tra il 1861 e il 1870, quando cioè anche il Lazio e Roma furono anessi all’Italia.

Monte San Biagio tra il XVI e il XVII secolo fu afflitta da una grave crisi dovuta tra l’altro alla recrudescenza delle febbri malariche che affliggevano la piana di Fondi invasa dalle paludi. Nel 1637 era quasi completamente disabitata; tuttavia, grazie ad una forte immigrazione dalle retrostanti zone montane e per effetto della bonifica iniziata dalla principessa Anna Carafa nel 1639, la popolazione ricominciò a crescere fino a raggiungere le 1429 anime nel 1697.

Mt. San Biagio vicolo caratteristico
Monte San Biagio, in provincia di Latina, si distende su una collina alta 133 metri. I suoi abitanti , circa 6000, si chiamano Monticellani dal suo antico nome Monticelli di Fondi, in quanto un tempo apparteneva al Ducato di Fondi.

Il nome fu cambiato in quello di Monte S. Biagio nel 1863 in onere del suo santo Patrono. La posizione e l'impianto urbanistico ne rivelano apertamente le origini medioevali. Il suo sviluppo abitativo si ebbe in tutto l'arco del Medioevo, ma due furono i momenti storici che più incisero sulla sua nascita ed estensione. Il primo quando gli abitanti di Villa (ridente cittadina all'epoca imperiale , che diede i natali all'imperatore Servio Sulpicio Galba, [2] sorta presso la Sorgente) vi trovarono rifugio di fronte alle invasioni barbariche e il secondo nel 1537, anno in cui la Contessa di Fondi, Isabella Colonna, per vendetta nei confronti del vescovo Giacomo Pellegrino, barone di S. Vito (con questo nome era risorta Villa), ordinò di distruggere S. Vito, i cui abitanti ripararono sul paese ben difeso.

Come tutti i paesi e le città Medioevali, il nucleo storico di M.S. Biagio è racchiuso da una cinta muraria che consente l'accesso solo attraverso le tre porte: S. Rocco, S. Vito e Porta del Castello. Le abitazioni, addossate le une alle altre, poggiano sulla viva roccia e sono attraversate da strette stradine che salgono a gradini portando alla chiesa San Giovanni Battista, alla piazzetta centrale dov'è sita la casa del pittore Cristoforo Scacco e al Castello , la parte più elevata del paese.

L'Epitaffio tra Terracina e M.S.Biagio

Ovunque sul Territorio di Monte S. Biagio si ha la presenza di diversi monumenti storici. Citiamo i più rappresentativi: il passo di Portella sull'Appia e sempre sull'Appia, in località Vallemarina, il Mausoleo di Sesto Giulio Frontino (erroneamente attribuito all'imperatore Galba) e l'Epitaffio Vecchio, confine tra il Regno di Napoli e lo stato Pontificio. Contrariamente a quanto si può pensare, la maggioranza della popolazione monicellana abita nelle due contrade: Villa S. Vito e Vallemarina.

Monte S. Biagio può vantare un patrimonio boschivo d'immenso valore (peccato che ogni anno riduce a causa di incendi dolosi!) e in contrada Villa si ha un’estesa sugherata, unica in tutta Italia peninsulare.

Il paese rappresenta un posto ideale per chi cerca un soggiorno tranquillo e sereno, dove ritemprare le forze fisiche e lo spirito. La vita caotica e rumorosa e l’aria inquinata delle città non ha nulla a che fare con Monte S. Biagio.

Dall'alto della sua posizione si gode di un'ineguagliabile panorama: la Piana di Fondi e Monte S. Biagio, il Lago, il Salto, il mare, le isole ponziane e tramonti con colori accesi e di indescrivibile bellezza) spettacolo che solo la natura può offrirci. Monte S. Biagio dista da Roma 113 Km ed è raggiungibile in automobile percorrendo la via Appia e in treno con lo scalo ferroviario sulla direttissima Roma-

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Mt.S.Biagio mausoleo Imperatore Galba

[1]La portella: Antica dogana del regno delle due Sicilie, è una costruzione formata da due torri in mattoni unite da un arco a tutto sesto. Originariamente l'antica Via Appia passava sotto di esso. Fin dall'antichità il Passo di Portella, ha avuto un ruolo importante nel contesto storico del paese. Nel 315 a.C. i Sanniti vi furono sconfitti dai dittatori Quinto Fabio e Quinto Aurelio.

Nel 1400 Portella era cosi ben fortificata che il re di Napoli non riuscì ad insediarla. Il 19 giugno 1783, la quindicenne figlia di Federico Augusto, re di Polonia, Amalia Valburga si incontrò con il promesso sposo Corrado III di Napoli, il 2 Maggio 1768 vi ricevette gli onori Maria Amalia Carolina, arciduchessa d'Austria, che andava sposa a Carlo III. Passo di dogana, fino al 1870 segnò il confine del Regno di Napoli

[2] Mausoleo Imperatore Galba Sulla Via Appia al Km 110,500 si può ammirare il mausoleo attribuito all'Imperatore Servio Galba: recenti studi, però hanno messo in dubbio tale attribuzione poichè potrebbe essere la tomba di Sesto Giulio Fiorentino, che possedeva, nelle vicinanze una maestosa villa. Ha forma quadrangolare innalzata con grosse pietre. Il mausoleo misura 32 metri di circonferenza ed è alto circa 10 metri.

Panorama di Mt.S.Biagio

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