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Mondo Aurunco - Frosinone

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Il Mondo Aurunco reale è composto da un’estesa area collinare e montuosa che domina la costiera Tirrenica ed il bacino del fiume Garigliano che è il punto storico di divisione tra il Nord e il Sud dell’Italia. Questo sito virtuale ne intende raccontare storia, cultura, geografia umana nella presunzione di ricomporre quell’unità etnica frammentata in molteplici unità amministrative che ne hanno stravolto confini e tradizioni. Il sito di natura virtuale, e a disposizione di quanti intendano vedere pubblicati i propri studi e ricerche. E’ appena il caso di sottolineare che alcuni articoli sono presi dalla rete Internet e di cui appunto ci vogliamo avvalere per proiettare il mondo aurunco dalla sua storia alla realtà concreta in cui oggi vive. Questa nostra palestra di cultura generale e particolare aurunca intende essere un appendice del sito www.lacittadifondi.it in continuo arricchimento con gli interventi anche di quanti vorranno trarre dal cassetto i propri studi, ricerche, suggerimenti, proposte: noi li pubblicheremo. Invitiamo, perciò, quanti lo vorranno a collaborare con noi a questo progetto di salvataggio della memoria storica aurunca allo scopo di conoscere il passato quale presupposto del presente e fondamento del futuro. Auguriamoci Buon Lavoro

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Frùsino [1] (questo il nome latino) era abitata anticamente dal popolo dei Volsci.
Frosinone fu più volte distrutta durante le invasioni barbariche, rimanendo sempre dipendente dalla Roma papalina, con una funzione principalmente agricola e militare.
La leggendaria rocca respinse tra l'altro i tentativi d’espansione dei Conti de Ceccano, e protesse nei secoli i paesi vicini, scomparendo infine inghiottita dal tempo e dalle mille battaglie. Nel duecento saranno gli anagnini a tentare d’imporre il loro dominio, ma Frosinone aveva dalla propria l'appoggio papale, che rese innocui i nobili d’Anagni. Agli inizi del XIV secolo la città dovette cedere alla vicina e potente Alatri, impegnandosi ad intervenire con propri rappresentanti al "parlamento" alatrense e a partecipare alle spedizioni belliche dell’alleato, mantenendo però le proprie insegne.
La città subì numerose calamità, come un terremoto nel 1350, e le devastazioni da parte dei Lanzichenecchi, che portarono il contagio della peste, con al seguito truppe francesi e fiorentine, riguardo al Sacco di Roma. L’ormai scomparsa rocca, distrutta in quel frangente, venne ricostruita e attraversò i secoli restando oggi solo in rare stampe e alcune leggende stropicciate.
Secondo alcune fonti il portale principale sarebbe stato disegnato da Michelangelo Buonarroti. Nuove distruzioni ci furono con l'occupazione degli spagnoli in guerra contro Paolo IV nel 1556 e ciò spiega maggiormente quanto la rocca di Frosinone sia stata nei secoli strategicamente rilevante per il controllo di tutta la valle del Sacco e per la difesa di Roma.
Dalla seconda metà del Cinquecento la residenza dei governatori pontifici fu fissata in via definitiva a Frosinone, e tra il Seicento e l'Ottocento conobbe anche un considerevole incremento demografico, passando da meno di duemila abitanti agli oltre diecimila del primo censimento dello Stato italiano.

Frosinone" foto da: www.qviaggi.it

Frosinone fu testimone nel 1867 della Campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma con la Colonna Nicotera.
Di rilievo lo scontro con i garibaldini a Monte San Giovanni Campano nella leggendaria Casina Valentini. Nel Museo nazionale di Mentana sono conservati i cimeli della "Vendita" Carbonara "Nicola Ricciotti" patriota mazziniano, amico intimo di Garibaldi, che colpito da cotanto eroe morto fucilato con i fratelli Bandiera, impose al proprio figlio il nome di Ricciotti Garibaldi. Articolo di Simona Aiuti

Corso della Repubblica

Frosinone è posto non lontano dalla confluenza del piccolo fiume Cosa con il Sacco, corso d’acqua una volta navigabile fino a Colleferro. E situato all’incrocio fra diverse strade: quella diretta alla pianura Pontina e al mar Tirreno, quella per i monti Ernici e l’Appennino e quelle per l’Abruzzo e il Sud.

La città è raggiunta dall’autostrada del Sole, dalla ferrovia Roma-Napoli e dalla via Casilina, l’antica via Latina, che collega il Lazio con la Campania, attraversando l’intera provincia frusinate. A questo fascio di strade si collega una viabilità locale che fa di Frosinone, oggi come ieri, un punto nodale dell’intera valle del Sacco. L’attuale città sorge sui resti di diversi antichi insediamenti e gode di un’eccellente posizione panoramica: infatti, dall’alto della sua collina, si gode un vastissimo panorama della valle del Sacco, dei tanti paesi del circondano e dei monti che chiudono in tutte le direzioni l’ampia conca ciociara. Per il nome non esiste un’etimologia precisa e sicura: fra le ipotesi più accreditate vi è quella che fa derivare il nome della città antica dalla gens etrusca Fursina.

Torre "Cenciosa" foto da Frusino.it

Testimonianze di insediamenti dell’Età del ferro si sono trovate in diversi luoghi del territorio frusinate, sia nella città vera e propria che nell’agro, ma la presenza di un centro abitato vero e proprio è attestata solo in un periodo successivo. Reperti sono stati individuati nella località Fontanelle, ove pare si sia sviluppato parte dell’abitato volsco. Resti di ceramiche di periodi storici diversi sono stati rinvenuti nei costoni del “Bel vedere”.

La città sorse al confine fra il territorio volsco e quello ernico. Inizialmente pare che fosse stata una città volsca e che avesse aderito alla lega ernica ribelle a Roma; nel 306, dopo la grande vittoria dei romani, Frusino, questa la denominazione antica, venne saccheggiata e ridotta a prefettura e i capi della rivolta decapitati. Durante l’avanzata di Annibale il suo territorio fu devastato, ma la città non si arrese al cartaginese. Forse da questo episodio scaturisce l’appellativo onorifico attribuitole da Silio Italico Bellator Frusino. La città è menzionata da scrittori antichi, sia latini che greci, e alcuni di questi mettono in rilievo un’altra virtù degli antichi frusinati: l’operosità come lavoratori de campi. Giovenale esalta la tranquilla vita rustica di Frusino rispetto a quella caotica di Roma. Sembra che Cicerone abbia posseduto una villa nel suo territorio.

La città fu prefettura, municipio e, forse, colonia militare: in quegli anni venne cinta di mura e si arricchì di monumenti una parte dei quali è stata successivamente ritrovata. Altri sono stati sistemati in sedi diverse come una celebre statua rappresentante Marte, oggi in una collezione romana. Non si hanno notizie certe sulla diffusione del Cristianesimo a Frosinone. Come in altre città del Lazio meridionale, anche nel capoluogo ciociaro è diffusa la leggenda di una predicazione di San Pietro; si crede anche che vi sia stata un’antica diocesi. Le fonti attestano che a Frosinone nacquero due pontefici: Sant’Ormisda il figlio, San Silverio; quest’ultimo avversato dalla corte bizantina, fu relegato nel l’isola di Ponza, ove morì.

[1] L'antica Frusino (Frosinone), di origine volsca nonostante sorgesse nel territorio degli Ernici. Ribellatasi a Roma nel 306 a.C., perdette per punizione un terzo del territorio, ottenne quindi la cittadinanza sine suffragio, divenendo municipio, al più tardi dopo la guerra sociale, e colonia, in età imperiale. Distrutta più volte durante le invasioni barbariche e passata alle dipendenze della Santa Sede ( XIII sec.), subì continue calamità fino al XVIII sec.: fu saccheggiata dai lanzichenecchi (1527), devastata dagli Spagnoli (1556), incendiata dai repubblicani francesi (1798). Capoluogo della Marittima e Campagna sotto l'Impero napoleonico, ebbe a soffrire il brigantaggio, in particolare durante la restaurazione del governo pontificio.

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