Sito ufficiale Click sullo - stemma

Falciano del Massico è un Comune della Provincia di Caserta situato alle pendici orientali del Monte Massico.
La sua bassa densità demografica, circa 3.800 abitanti per 42 Kmq, ne fa un centro urbano vivibile ed accogliente. È una cittadina dalle molteplici potenzialità e trae le sue risorse migliori dalle tipicità, dal patrimonio ambientale. E proprio gli elementi fondanti della sua tradizione, le materie prime presenti sul territorio, puntano a trasformare Falciano in un brand di successo. L’agricoltura e le sue svariate produzioni, molte delle quali a ciclo biologico, le aziende zootecniche e la Mozzarella di bufala DOP, la presenza di numerosi uliveti ed un olio extravergine, sostengono l’economia locale; mentre lo splendido paesaggio della Riserva Naturale Lago di Falciano, l’oasi WWF localizzata su Monte Massico e la vicinanza dal mare, rappresentano per Falciano un concreto volano di sviluppo turistico..............
......Risalgono tra i 70.000 e i 30.000 anni fa i primi ritrovamenti in località "Grottolelle" , poco fuori il centro abitato non lontano dalla strada provinciale Falciano -Mondragone.Nei lavori di escavazione di una cava fu scoperta una grotta nel cui interno si rinvennero numerosi strumenti in selce.
Poco a nord del centro storico si localizza un altro sito riconducibile al Paleolitico Superiore (35.000 10.000 anni fa) che ha restituito cospicui manufatti preistorici.
wiki - Falciano del Massico
Funchi e fiori su mt. Massico
Nel 340 a.c. l'Ager Falernus (corrispondenti agli attuali territori dei comuni di Falciano del Massico Carinola e Mondragone) viene conquistato dai romani e tolto agli Aurunci. Nel suo centro i romani vi fondano la città di Foro Popilio (tra Falciano e Carinola), vi costruiscono la via Appia (312 a.C.) e distribuiscono il territorio (centurazione) a numerosi coloni. Intorno alla seconda metà del II secolo a. C. nascono molte ville rustiche, munite nella gran parte di una stanza per il torchio (torcular) nelle quali veniva prodotto il famoso Falerno, il vino più rinomato in età romana esportato in tutto il mondo allora conosciuto. Ancora oggi, sulle colline prospicienti Falciano, è possibile ammirare le vestigia di queste ville ( Castellone, Castelluccio, Le Mura, Finocchiaro, Macerone, ecc.). Mura in opera poligonale, pavimenti in cocciopesto con caratteristici disegni formati da tessere in marmo resti di torchi, cisterne, ecc.
l'Ager Falernus Capua possedeva in origine, fra le città italiche, un territorio vastissimo: l'ager Campanus. Esso si estendeva, verso nord, fino alle pendici del monte Massico e includeva anche l'ager Falernus, che rimase proprietà della città almeno fino al 338 a. C. quando, entrata a far parte della confederazione romana, dovette cedere quel territorio a Roma.
Tra i provvedimenti punitivi contro Capua, presi dal governo romano nel 211 a. C. durante la II guerra punica a causa dell'alleanza della città con Annibale, il più grave fu senza dubbio l'espropriazione dell'intero ager Campanus, la cui estensione doveva stimarsi, molto verosimilmente, intorno ai 200.000 iugeri, che fu dichiarato ager publicus. Nonostante questo provvedimento, poiché nel 173 a. C. molta terra era tornata in mano ai privati Roma cercò di porre rimedio alle trasgressioni provvedendo alla "centuriazione" del territorio che venne diviso in appezzamenti di 20 actus x 20 (m. 715 x 715) attraversati da strade incrociantesi ad angolo retto. Durante il periodo graccano, parte della piana Campana doveva essere ancora in mano di occupanti abusivi e il senato non riusciva ad amministrare le terre di sua pertinenza sì che nel 130 a. C. una commissione composta da Gaio Gracco, Appio Claudio e Licinio Grasso tresviri agris iudicandis adsignandis, provvide alla identificazione e delimitazione dei terreni pubblici.
Testimone di tali lavori è il cippo rinvenuto a S. Angelo in Formis, tra il primo decumano a sinistra e l'undicesimo cardine citra con i nomi dei triumviri. Il ritrovamento del termine graccano ha permesso di fissare due fondamentali punti: in primo luogo abbiamo la conferma delle informazioni che ci vengono da due scrittori del 5Corpus Agrimensorum Romanorum, Igino Gromatico e Frontino. Entrambi affermano che nell'ager Campanus il cardine e il decumano erano invertiti: il cardine andava in direzione est-ovest e il decumano nord- sud, contrariamente a quanto avviene di solito. Questo orientamento, con molta probabilità, era stato dettato sia dalla configurazione del terreno che dalla preesistenza della città di Capua attraversata dalla Via Appia con la quale fu fatto coincidere proprio per il tratto urbano, uno dei cardini centuriali. Il secondo punto è dato dalla identiflcazione del decumano massimo con l'odierna strada che conduce da S. Angelo in Formis a S. Maria Capua Vetere e del cardine massimo con la strada che dai pressi di Maddaloni (antica Calatia) conduce a Capodrise, proseguendo fino ad incontrare la via S. Maria Capua Vetere- Aversa.
Il decumano in questo modo risulta sulla direttrice Capua-Atella mentre il cardine è in relazione a Calatia, in dipendenza dunque delle tre città legate alla centuriazione. Un ulteriore termine della centuriazione, ubicato all'angolo tra il sesto decumano a est di quello massimo e il quarto cardine a sud del cardo massimo, è stato rinvenuto a sud dell'abitato di Marcianise. Il cippo, risalente probabilmente ad età graccana, rientra nella categoria dei limites muti, cioè senza iscrizioni, che potevano indicare gli angoli delle centurie, ad esclusione di quelli posti lungo il decumano e il cardine massimi, e le divisioni interne delle centurie stesse.
Indagini recentissime condotte nel territorio della moderna Capua hanno messo in luce i resti di almeno due fattorie risalenti, nelle prime fasi costruttive, al II secolo a. C. e di un tratto di asse viario orientato nord- sud, seguito per la lunghezza di m 40 ca. e largo m 300, costituito da una massicciata di frammenti laterizi e di tufo, perfettamente rientrante nella maglia centuriale.
Museo Il museo (in via di allestimento) ospiterà i reperti archeologici di età preistorica e romana che nel corso di questi ultimi anni sono venuti alla luce a seguito dei numerosi scavi condotti in zona dalla Sopraintendenza. Ceramica a vernice nera, sigillata italica e sigillata africana troveranno spazio in bacheche con approfondite ditascalie. Saranno visibili una ricostruzione a grandezza reale di un torchio di età romana nonchè i vari tipi di anfore prodotte in zona(tipico contenitore per il trasporto del vino). Non mancheranno numerose epigrafi e pannelli a tema che aiuteranno il visitatore a seguire le dinamiche storico-evolutive del territorio. Una sezione del museo sarà dedicata alla fase preistorica con l'esposizione dei materiali in selce.
Luoghi d'interesse chiese S. Pietro: Riccamente decorata da stucchi barocchi sembra sorta nel XVII secolo. Da ammirare al suo interno la splendita cantoria ligea con quattro scene neo testamentarie: Circoncisione di Gesù Fuga in Egitto, Predica di S. Giovanni nel deserto e Battesimo di Gesù.
S.Martino e S. Rocco: Si accede nella piccola chiesa attraverso un portale architravato sormontato da una lunetta con archivolto decorata da motivi zoomorfi. Quest'ultimo è stato riutilizzato e può essere forse di età romanica. I numerosi quadri (dal XVI al XIX secolo),qui una volta presenti sono oggi conservati presso la nuova ed omonima chiesa in via Alloro.
Panorama - Falciano del Massico - CE foto di: Falciano Selice
|