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La città di Cassino è posta nella parte meridionale della regione politico-amministrativa del Lazio, nella parte settentrionale della regione storico-geografica della Campania. Il centro è collocato alla base del colle chiamato Montecassino, che si eleva fino a 520 m s.l.m., che si distacca dal Monte Cairo, nella pianura racchiusa dai fiumi Liri e Rapido. la collina è costituita da materiale geologico compatto, che non trattiene le acque atmosferiche, che quindi fluiscono in buona parte nella valle.
Poco lontano dal centro, il Gari si versa nel Liri che diventa così il fiume Garigliano; a causa di questa abbondanza di acque, nella piana in passato si trovavano aree paludose. Notevole è l'importanza della collocazione: Cassino si trova nel luogo dove si restringe la valle del Liri, ben collegata al golfo di Gaeta e al Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, da sempre attraversata da importanti strade congiungenti Roma con Napoli e il resto del Sud Italia.
Il Garigliano è un importante fiume italiano che nasce dalla confluenza del fiume Gari o Rapido nel fiume Liri a sud della città di Cassino nei pressi di Sant'Apollinare. Per tutto il corso segna il confine tra il Lazio e la Campania sebbene fino al 1927, quando i confini amministrativi furono modificati, appartenesse interamente alla Terra di Lavoro.
terme varroniane - Archivio A.P.T. Frosinone
Ninfeo da: www.cassino2000.com
I primi insediamenti sono sorti nelle caverne della collina, perché nella vallata vi era un bacino lacustre. Sono stati rinvenuti reperti che attestano la presenza umana risalenti al Neolitico; nell'Età del ferro si dovrebbe essere formato uno stanziamento attestato dalla presenza di una necropoli.
La città era collocata al confine fra i territori dei Volsci, sotto cui sarebbe sorta, e quello dei Sanniti.
Quando i romani nel 313 a.C. presero il controllo dell'area, fondarono una colonia, Interamna Succasina, che controllava parte del territorio di Aquino e Cassino. Annibale transitò nell'area durante la seconda guerra punica, ma Casinum rimase fedele a Roma.
In epoca romana l'abitato era collocato presso l'attuale frazione Crocefisso ed era attraversato dall'antica via Latina. Ero fortificato da circa 4 km di mura e era ricco di monumenti, essendo la città agiata.
A Casinum eresse una sua villa Marco Terenzio Varrone.
Le origini del nome
Secondo alcuni studiosi, il toponimo deriva dalla parola sabina cascum, dal significato di "antico", ad indicare la remota origine dell'insediamento. La città, in epoca romana, viene chiamata Casinum.
A causa delle vicende medioevali, non mantenne sempre lo stesso nome: divenne prima Castellum Sancti Petri, poi Eulogimenopoli, ovvero "Città di San Benedetto", infine San Germano. Con l'Unità d'Italia, con atto del 1863, la città riprese il nome originario.
Abazia di Montecassino
Nifeo
Si tratta di un vano a pianta rettangolare, chiuso su tre lati e coperto da una volta cementizia a sesto ribassato. Le tre pareti rettilinee sono movimentate dalla presenza di nove nicchie a pianta quadrata e copertura piana. L’edificio presenta un pavimento a mosaico di piccole tessere colorate, formanti una scacchiera policroma, nella quale sono inserite numerose scaglie di marmo colorato.
Le pareti conservano i resti di due differenti decorazioni: un intonaco dipinto con il motivo dell’imitazione pittorica di un rivestimento a lastre marmoree, ed una precedente e più antica decorazione convenzionalmente definita a “mosaico rustico”, obliterata dalla prima, ma visibile nei punti in cui è caduto l’intonaco delle pitture (soprattutto sulla parete destra).
La decorazione della prima fase era realizzata con l’applicazione sul muro di conchiglie di vario genere, vetri colorati di forme geometriche, frammenti di calcare e tesserine di blu egiziano. I materiali erano disposti secondo un disegno preciso, del quale però sfuggono tutti i particolari, poiché la decorazione è molto rovinata.
E’ stato comunque possibile individuare uno schema decorativo tripartito sulla parete destra, nella parte alta organizzata per fasce parallele, in quella mediana scandita dalla presenza delle nicchie sormontate da frontoncini triangolari ed in quella inferiore caratterizzata da un motivo a reticolo di losanghe. I resti più considerevoli della decorazione pittorica sono invece sulla parete di fondo.
Si tratta di un disegno semplice, a pannelli rettangolari imitanti lastre di marmo numidico bordate da fasce in marmo cipollino nella zona mediana e quasi quadrate in quella inferiore, separate da una fascia in cui sono dipinte prospetticamente mensole policrome. Sulla base dell’analisi dell’apparato decorativo (mosaico pavimentale e “mosaico rustico” parietale), che trova confronto in un ristretto numero di edifici analoghi in area campano-laziale, l’ambiente nella sua prima fase è inquadrabile in età tardo-repubblicana/proto-augustea, mentre le pitture vanno riferite ad una seconda fase di età imperiale.
Panorama di Cassino
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